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Femminicidio Lorena Isceri, l’ombra della premeditazione: i sopralluoghi di Vella e lo scontrino delle fascette

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
7 Settembre, 2026
in Cronaca, In evidenza
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Femminicidio Lorena Isceri, l’ombra della premeditazione: i sopralluoghi di Vella e lo scontrino delle fascette
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Uno scontrino, delle fascette, un rotolo di nastro adesivo, un paio di forbici, un lenzuolo, un martello e poi ci sono gli avvistamenti vicino alla casa di Lorena Isceri, una terapia di coppia interrotta per quelli che lo specialista avrebbe definito “comportamenti anomali”, i messaggi insistenti dopo la fine della relazione e la paura che Lorena aveva confidato alla madre e alle persone più vicine.

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È mettendo insieme questi tasselli che gli investigatori stanno cercando di capire se quello che è accaduto il 3 settembre a Firenze e poi sull’A1 fosse un delitto preparato nei giorni precedenti.

La Procura di Firenze sta lavorando sull’ipotesi della premeditazione. Un’ipotesi investigativa, ancora da dimostrare, ma che nelle ultime ore ha trovato nuovi elementi sui quali la Squadra mobile sta concentrando gli accertamenti.

Lo scontrino delle 11.36

È uno degli elementi più importanti emersi dall’inchiesta.

La mattina del 3 settembre, alle 11.36, Federico Vella sarebbe entrato in un negozio nella zona di Novoli, a Firenze e avrebbe acquistato diversi oggetti che poche ore dopo sarebbero stati ritrovati nella sua automobile: fascette monouso, un lenzuolo, forbici, un martello e nastro adesivo.

Il dato che interessa gli investigatori è soprattutto la possibile corrispondenza tra alcuni di quegli acquisti e ciò che sarebbe accaduto nel garage di via Panciatichi.

Le fascette, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state utilizzate per immobilizzare Lorena.

Il nastro adesivo, invece, sarebbe stato applicato sulle fotocellule del cancello del garage, impedendo al sistema di chiudere automaticamente la porta.

Un dettaglio apparentemente tecnico, ma che potrebbe avere un peso enorme nella ricostruzione.

Secondo l’ipotesi degli investigatori, Vella avrebbe avuto bisogno che il garage rimanesse aperto per poter uscire rapidamente con l’auto di Lorena dopo averla aggredita e caricata nel bagagliaio.

Il martello e il lenzuolo, invece, sono ancora elementi da interpretare.

Il garage e l’agguato

La ricostruzione finora emersa colloca il momento decisivo nel garage di un edificio di via Panciatichi, nel quartiere fiorentino di Rifredi.

Vella avrebbe atteso l’arrivo di Lorena. Quando la donna è entrata, l’uomo l’avrebbe aggredita, colpendola e immobilizzandola. Le avrebbe quindi legato i polsi con le fascette e l’avrebbe caricata nel bagagliaio dell’auto.

Nel portabagagli sarebbe finita anche la borsa di Lorena ed è proprio lì che la donna avrebbe avuto la possibilità di utilizzare il telefono e chiedere aiuto.

La chiamata al 112 sarebbe durata circa venti minuti. Gli operatori avrebbero così potuto ascoltare la disperata richiesta di aiuto della donna e ricostruire progressivamente il percorso dell’auto.

Quei possibili sopralluoghi prima del 3 settembre

C’è però un altro elemento che gli investigatori stanno verificando.

Alcuni vicini avrebbero riferito di aver visto Federico Vella nei pressi dell’abitazione di Lorena il 24 o il 25 agosto, quindi circa una settimana prima del femminicidio. Sarebbe stato notato proprio nella zona del garage.

Una circostanza che, se confermata dalle immagini delle telecamere, potrebbe assumere un significato importante.

La Squadra mobile sta infatti acquisendo e analizzando i filmati delle telecamere presenti nella zona, comprese quelle di un bar vicino all’abitazione.

L’obiettivo è ricostruire una sorta di “pedinamento elettronico” degli ultimi giorni di Vella: dove è stato, quando è arrivato nella zona di Rifredi, quanto tempo si è fermato e se sia tornato più volte nei pressi del garage.

La relazione era già finita

Per comprendere ciò che potrebbe essere accaduto, gli investigatori stanno scavando anche nella storia della coppia. Lorena e Federico si erano conosciuti a Firenze e la loro relazione durava da circa due anni.

Negli ultimi mesi, però, il rapporto era diventato sempre più conflittuale.

Secondo quanto riferito dai familiari ai media, Lorena avrebbe deciso di chiudere la relazione dopo aver scoperto un presunto tradimento. Da quel momento, secondo la ricostruzione degli investigatori, Vella avrebbe avrebbe cercato ripetutamente di ricucire il rapporto.

Ci sarebbero state telefonate, messaggi e anche un tentativo di coinvolgere la madre di Lorena affinché facesse da tramite, ma Lorena, ormai, aveva scelto di andare avanti e aveva paura.

La madre ha raccontato che la figlia era tornata in Puglia proprio per allontanarsi da quella situazione.

«Aveva paura», ha riferito la donna. E alla domanda sul perché non avesse denunciato l’ex, la risposta è stata altrettanto dolorosa: temeva di danneggiarlo.

L’ultima vacanza

Ad agosto Lorena e Federico avevano fatto un’ultima vacanza insieme, ma per lei la relazione era già finita.

Dopo il viaggio, Lorena si era recata in Puglia dai familiari. Sarebbe rientrata a Firenze il 28 agosto ed è proprio nei giorni successivi che Vella avrebbe intensificato i tentativi di riavvicinamento attraverso messaggi e contatti.

Pochi giorni dopo, il 3 settembre, l’aggressione.

Le cinque telefonate alla madre

Anche i contatti di Vella con la madre di Lorena sono entrati nell’inchiesta.

L’uomo avrebbe chiamato cinque volte la madre della ex senza ottenere risposta, poi le avrebbe scritto e dopo aver ucciso Lorena le avrebbe inviato un altro messaggio: «Tua figlia è morta».

La madre di Vella, invece, avrebbe ricevuto una telefonata dal figlio nella quale lui le avrebbe detto di aver ucciso l’ex fidanzata. La donna avrebbe quindi contattato le forze dell’ordine.

Sono comunicazioni che gli investigatori stanno ricostruendo attraverso i telefoni sequestrati.

I cellulari di Lorena e Federico potrebbero fornire una cronologia precisa delle ore e dei giorni precedenti al delitto.

L’autopsia dovrà chiarire un’altra domanda

C’è un interrogativo fondamentale al quale dovranno rispondere gli accertamenti medico-legali: Lorena era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto?

L’autopsia è stata disposta anche per stabilire se la morte sia avvenuta in seguito alla caduta oppure se la donna avesse già riportato lesioni mortali prima di essere gettata dall’A1.

Sul corpo di Vella è previsto inoltre l’esame tossicologico per verificare l’eventuale assunzione di sostanze nelle ore precedenti ai fatti.

Sono accertamenti necessari e destinati a completare un quadro ancora in costruzione.

Una settimana prima, un negozio poche ore prima, un garage pochi minuti dopo

La ricostruzione che emerge oggi è fatta di tempi.

24-25 agosto: i possibili avvistamenti di Vella vicino alla casa di Lorena, ancora da verificare attraverso le telecamere.

28 agosto: il rientro di Lorena a Firenze dalla Puglia.

3 settembre, ore 11.36: Vella entra in un negozio e acquista gli oggetti poi trovati nella sua auto, secondo quanto riportato dagli investigatori.

Poche ore dopo: l’attesa nel garage, il nastro sulle fotocellule, l’aggressione, le fascette, il bagagliaio.

Poi l’A1.

Il telefono di Lorena che squilla e chiede aiuto.

La corsa della Polizia.

Il cavalcavia di Barberino del Mugello.

E la fine di due vite.

Ora gli investigatori devono capire se quella sequenza fosse già stata scritta prima di quel giorno, perché se la premeditazione venisse confermata, la storia di Lorena non sarebbe soltanto quella di un femminicidio consumato in poche ore, ma la storia di un progetto criminale maturato nel tempo, mentre intorno a quella relazione c’erano già segnali di paura, richieste di aiuto, tentativi di allontanamento e comportamenti che avevano destato allarme.

Ed è proprio su quei segnali, oggi, che gli investigatori stanno tornando indietro.

Perché capire quando è iniziato il delitto può significare capire anche quando Lorena ha smesso, per chi la circondava, di essere semplicemente una donna che stava vivendo una relazione difficile ed è diventata una donna in pericolo.

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