Due medaglie agli Europei di Zagabria, un oro al corpo libero e un argento alla trave. Manila Esposito, 19 anni, nata a Boscotrecase e cresciuta a Torre Annunziata, continua a scrivere pagine importanti della ginnastica italiana.
Ma il suo successo ha riportato alla ribalta anche un tema che racconta molto del rapporto tra social, corpo femminile e sport.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui, ancora oggi, il corpo di una ragazza viene osservato, commentato e giudicato.
Anche quando quel corpo è capace di compiere ciò che pochissimi al mondo riescono a fare.
Manila Esposito lo sa bene. La ginnasta campana, 19 anni, originaria di Boscotrecase è stata protagonista di una giornata straordinaria agli Europei di ginnastica artistica di Zagabria. Il 15 agosto ha conquistato l’oro nel corpo libero con 13.700 punti, precedendo la francese Elena Colas e la russa Angelina Melnikova. Poco dopo è arrivato anche l’argento alla trave, con 13.833 punti.Due medaglie in una sola giornata.
L’ennesima conferma di un talento che ormai non ha più bisogno di presentazioni.
Eppure, sui social, ancora una volta, qualcuno ha scelto di parlare del suo fisico.
È proprio questo il paradosso che rende la vicenda di Manila più interessante del semplice risultato sportivo, perché il corpo che qualcuno pensa di poter giudicare è lo stesso corpo che permette a una campionessa di saltare, ruotare, atterrare, mantenere l’equilibrio su una trave larga appena pochi centimetri e trasformare ore e ore di allenamento in una medaglia europea.
«Se non avessi il mio fisico non riuscirei mai a fare quello che faccio», aveva spiegato Manila in un’intervista a Vanity Fair, aggiungendo di amare il proprio corpo proprio perché è quello che le consente di essere la ginnasta che vuole essere.
Una risposta che vale più di qualsiasi replica a un commento sui social, perché nella ginnastica artistica il corpo non è un’immagine da adattare alle aspettative degli altri.È uno strumento. È forza, potenza, equilibrio, tecnica, resistenza. È il risultato di anni di sacrifici.
Manila lo ha costruito fin da bambina. Nata a Boscotrecase il 2 novembre 2006 e cresciuta a Torre Annunziata, ha iniziato a praticare ginnastica da piccolissima e ha poi proseguito il suo percorso a Civitavecchia e a Brescia. Oggi veste la maglia delle Fiamme Oro ed è una delle protagoniste della Nazionale italiana.
Il suo palmarès racconta già una carriera enorme.
A Parigi 2024 ha conquistato l’argento olimpico a squadre e il bronzo alla trave. Agli Europei del 2024 ha vinto quattro ori e nel 2025 si è confermata campionessa europea nell’all-around.
Ora è arrivato un altro capitolo.
E mentre Manila saliva sul podio di Zagabria, qualcuno continuava a guardare altro.
La forma delle gambe. I muscoli. Il corpo. Come se una ginnasta dovesse prima di tutto piacere a chi la guarda. È forse questa la parte più assurda della storia: Manila non deve dimostrare di avere il corpo giusto. E forse forse la lezione non arriva soltanto dalla pedana, ma anche dai social.
Prima di giudicare il corpo di una ragazza, sarebbe sufficiente ricordarsi che quel corpo potrebbe avere combattuto per anni contro la fatica, il dolore, la paura e i propri limiti e potrebbe essere infinitamente più forte di chi lo sta giudicando da dietro uno schermo.
Manila, intanto, continua a fare quello che sa fare meglio: volare. Gli altri possono continuare a parlare, lei ha già risposto con le medaglie.











