Si allontana ulteriormente la possibilità di una riapertura del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, conosciuto dal grande pubblico come Il Castello delle Cerimonie. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dai legali della famiglia Polese, confermando l’inammissibilità della richiesta di revisione del processo che aveva portato alla confisca della struttura per il reato di lottizzazione abusiva.
La decisione della Suprema Corte consolida gli effetti della sentenza definitiva del Tribunale di Torre Annunziata, che aveva disposto la confisca del complesso alberghiero e, successivamente, la revoca delle licenze amministrative necessarie allo svolgimento delle attività ricettive e di ristorazione. Di conseguenza, il celebre hotel, divenuto famoso grazie al programma televisivo di Real Time, resta chiuso e non potrà riprendere l’attività sulla base di questo procedimento.
La famiglia Polese aveva tentato di ottenere la riapertura del processo attraverso una richiesta di revisione, sostenendo l’esistenza di elementi tali da giustificare un nuovo esame della vicenda giudiziaria. Tuttavia, sia i giudici competenti sia, ora, la Corte di Cassazione hanno ritenuto infondate le ragioni della difesa, rigettando definitivamente il ricorso.
La vicenda giudiziaria della Sonrisa dura da anni ed è legata alle contestazioni sulla realizzazione del complesso, ritenuto frutto di una lottizzazione abusiva. La confisca è divenuta definitiva e la struttura è stata acquisita al patrimonio pubblico, mentre nei mesi scorsi anche il Consiglio di Stato aveva confermato la legittimità della revoca delle licenze disposta dal Comune di Sant’Antonio Abate.
La partita giudiziaria, però, non sarebbe ancora del tutto conclusa. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia Polese, resta pendente un ulteriore ricorso davanti alla Corte di Cassazione, fondato su presunti nuovi elementi probatori, con il quale la difesa tenterà ancora di ottenere la revoca della confisca. Per il momento, però, la decisione della Suprema Corte conferma lo stop alle attività del Castello delle Cerimonie, che resta con i cancelli chiusi.










