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Ylenia Musella, le rivelazioni della consulenza medico-legale: uccisa da una sola coltellata in pochi secondi

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
7 Luglio, 2026
in Cronaca, In evidenza
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Ylenia Musella, le rivelazioni della consulenza medico-legale: uccisa da una sola coltellata in pochi secondi
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Una ferita mortale inferta alle spalle, una disperata fuga durata pochi istanti e una perdita di coscienza sopraggiunta in un intervallo di tempo compreso tra sei e ventiquattro secondi. Sono le conclusioni contenute nell’integrazione della consulenza medico-legale depositata nell’ambito del procedimento per l’omicidio di Ylenia Musella, la 22enne uccisa a Ponticelli dal fratello lo scorso febbraio.

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Il documento risponde ad alcuni quesiti formulati dalla Procura e ricostruisce con maggiore precisione la dinamica delle lesioni, il tempo di sopravvivenza della giovane e le caratteristiche della coltellata che ne ha provocato la morte.

La ricostruzione della ferita mortale

Uno degli aspetti più delicati riguardava la profondità della ferita, ricostruita utilizzando una sofisticata ricostruzione anatomica tridimensionale attraverso un sistema in dotazione all’Università Federico II di Napoli. Dopo aver selezionato un modello virtuale con caratteristiche fisiche sovrapponibili a quelle della giovane, i consulenti hanno stimato una profondità della ferita di circa 13,3 centimetri, precisando che si tratta di una ricostruzione virtuale, ma ritenuta coerente con l’ordine di grandezza della lesione realmente inferta.

L’aorta completamente recisa

La consulenza chiarisce inoltre uno degli aspetti centrali del procedimento: l’arma non avrebbe semplicemente sfiorato o inciso superficialmente l’aorta toracica.

Secondo i consulenti, la lama ha provocato una sezione completa della parete del vaso a tutto spessore, interrompendone integralmente la continuità anatomica.

La ferita ha interessato l’aorta toracica discendente, la vena emiazigos e il polmone sinistro, provocando un imponente emotorace e uno shock emorragico acuto che ha determinato il decesso della giovane. Una ferita profonda, in sostanza.

«Ylenia poteva ancora muoversi»

Particolarmente significativa è anche la risposta fornita dai consulenti sul tempo di sopravvivenza.

Applicando modelli matematici validati dalla letteratura scientifica internazionale, è stato stimato che la perdita della coscienza sia sopraggiunta in un intervallo compreso tra 6 e 24 secondi dal ferimento. In quei pochi secondi, spiegano gli esperti, Ylenia avrebbe potuto conservare una residua capacità motoria e tentare di allontanarsi dall’aggressore.

Si tratta di una ricostruzione compatibile con una breve fuga immediatamente successiva al colpo mortale, prima del rapido collasso emodinamico provocato dalla gravissima emorragia.

Le altre ferite

Sul corpo della giovane è stata individuata una sola ferita da punta e taglio, quella risultata mortale.

Le altre lesioni – ecchimosi, escoriazioni e contusioni distribuite sul volto, sugli arti superiori, sul torace e sulla regione scapolare – non sono riconducibili all’utilizzo dell’arma bianca.

Secondo i consulenti, alcune risultano compatibili con una precedente fase di colluttazione e con gesti di difesa della vittima, mentre per altre non è possibile stabilire con certezza se siano state provocate durante l’aggressione o dalla caduta conseguente alla perdita di coscienza.

In particolare, le escoriazioni presenti sulla tempia sinistra sono ritenute verosimilmente riconducibili a una fase di colluttazione precedente al colpo mortale, mentre alcune escoriazioni riscontrate sul braccio e sull’avambraccio destro presentano caratteristiche compatibili con movimenti difensivi. Uno scenario che lascerebbe presumere che Ylenia abbia lottato per difendersi o che quella coltellata mortale potrebbe essere giunta al culmine di una lite sfociata in una colluttazione e che il fratello l’abbia colpita mentre era di spalle.

La tragedia di Ponticelli

L’omicidio di Ylenia Musella sconvolse profondamente non solo il quartiere Ponticelli, ma l’intera nazione.

Secondo la ricostruzione investigativa, la giovane venne colpita dal fratello al culmine di una violenta lite maturata all’interno dell’ambiente familiare. Quella che sarebbe dovuta essere una discussione degenerò in pochi istanti in una tragedia irreversibile.

Le nuove conclusioni medico-legali aggiungono oggi ulteriori elementi tecnici alla ricostruzione di quei drammatici momenti: una sola coltellata, inferta con una forza tale da attraversare il torace fino a recidere completamente l’aorta, avrebbe lasciato alla giovane soltanto pochissimi secondi di vita cosciente.

Una consulenza che, oltre a chiarire la dinamica dell’aggressione, restituisce l’immagine degli ultimi istanti vissuti da Ylenia: pochi secondi durante i quali avrebbe tentato di salvarsi prima che l’emorragia provocasse un collasso irreversibile.

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