Svolta nelle indagini sulla sparatoria nel cuore di Napoli che nel corso del pomeriggio di lunedì 28 giugno ha fatto registrare scene da far west nella zona di Montesanto.
La Squadra Mobile, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito tre provvedimenti di fermo nei confronti delle persone ritenute coinvolte nell’episodio che, nella serata di ieri, ha seminato il panico nella zona di piazzetta Montesanto.
Tra i destinatari del provvedimento figura Giuseppe Triuolo, indicato dagli investigatori come l’uomo che, nei video diffusi sui social network, esplode due colpi di pistola in aria al culmine della rissa. Fermato anche Emanuele Iaccarino, il 36enne ripreso mentre si aggira armato di un Kalashnikov tra la folla, immagini che hanno fatto rapidamente il giro del web suscitando forte allarme.
Il terzo fermo è stato notificato ad Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino. Secondo l’accusa, la donna avrebbe nascosto la pistola utilizzata da Triuolo durante gli scontri.
Nel corso delle indagini, gli agenti della Squadra Mobile hanno inoltre arrestato un quarto soggetto, Gianluca Calvanese, 38 anni. Durante una perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno rinvenuto nella sua camera da letto una pistola calibro 9 detenuta illegalmente. Anche l’uomo sarebbe coinvolto nella vicenda.
Restano ancora da chiarire le cause che hanno innescato la violenta rissa armata. Gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti tra i partecipanti e non escludono che l’episodio possa essere maturato nell’ambito di contrasti legati ad attività illecite. Al momento, tuttavia, nessuno dei quattro risulta formalmente inserito in contesti di criminalità organizzata.
Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa gli inquirenti riguarda la disponibilità di armi da guerra.
Sarà infatti necessario accertare come il Kalashnikov, sfoggiato in pieno centro cittadino durante la rissa, sia finito nelle mani dei protagonisti dell’episodio.
Le indagini proseguono per identificare eventuali altri partecipanti agli scontri e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, anche attraverso l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza e dei numerosi filmati pubblicati sui social.










