Sono lontani i tempi in cui l’unica soluzione che ci si sentiva proporre anche da saloni e parrucchieri in caso di capelli danneggiati era un taglio radicale. Oggi la tendenza è alla riparazione profonda, ossia ad agire sulla chioma con trattamenti che idratano e nutrono in profondità i capelli, ma soprattutto ne ripristinano i legami proteici: scopriamo di più sul bond-building.
Ogni giorno i capelli sono sottoposti a una quantità notevole di stress: fattori ambientali come soprattutto il sole e le alte temperature, lo smog specialmente se si vive in città, la salsedine e il cloro se durante l’estate si frequentano mare e piscine mettono a dura prova la salute della chioma. Più ancora lo fanno trattamenti chimici come tinte e permanenti e l’uso ricorrente di piastre, ferri, phon che per asciugare e modellare i capelli sfruttano le alte temperature. Il risultato sono capelli che a lungo andare appaiono secchi, spenti, privi di vitalità, ingestibili, pieni di doppie punte: sono capelli danneggiati.
Se il danno è profondo, anche la riparazione deve esserlo
La scienza cosmetica è andata avanti negli anni a descrivere i danni ai capelli come danni alle strutture proteiche che li compongono: tutti i fattori sopra elencati e più in generale cattive abitudini per quanto riguarda l’hair care agiscono cioè sulle catene proteiche che formano i capelli degradando la cheratina e scindendo i legami di disolfuro. Il bond-building interviene proprio in questo punto: a ricostruire i legami peptidici nei capelli danneggiati.
L’azione di riparazione profonda è quella che svolgono prodotti come Olaplex, riconosciuti dagli addetti ai lavori tra i pionieri della ricostruzione molecolare: su siti come Pinalli.it chi ancora non li conoscesse può farsi un’idea di che tipo di prodotti per capelli sono, come funzionano, quando sono indicati, che benefici hanno. Per semplificare rispetto ai tradizionali trattamenti per capelli danneggiati penetrano più in profondità nella fibra e la riparano favorendo la ricostruzione dei legami molecolari. Ciò è possibile grazie a formulazioni che garantiscono un boost di lipidi e proteine: al di là delle differenze esistenti tra i vari prodotti e del fatto che ogni marchio ha investito su tecnologie diverse, la chimica della riparazione profonda dei capelli danneggiati si basa sull’impiego in shampoo, balsami, maschere, sieri, trattamenti da salone di peptidi in grado di ricostruire i legami bisolfuri distrutti.
Bond-building: quando e come effettuare il trattamento
Riparare a fondo evita di dover tagliare i capelli: un vantaggio estetico, ma anche per la salute complessiva della chioma (che al contrario di quanto si può credere soffre di tagli troppo frequenti). I trattamenti di bond-building sono particolarmente consigliati dopo l’estate, se ci si è sottoposti da poco a tinte, decolorazioni, permanenti e altri trattamenti particolarmente aggressivi e più in generale quando si nota che i capelli sono molto più secchi, crespi, spenti del solito. Come, ogni quanto e dove (se in salone o casa) effettuare i trattamenti riparativi per capelli dipende da quali si è scelti. Il consiglio degli addetti ai lavori è di associarli sempre a una routine hair care adatta: l’ideale sarebbe partire da uno shampoo idratante ma non troppo aggressivo, applicare quindi una maschera nutriente come quelle a base di olio di cocco, karitè o jojoba, usare un balsamo districante per sciogliere eventuali nodi con delicatezza e correndo meno rischi di spezzarli considerato che i capelli danneggiati sono più fragili e, infine, applicare un olio o siero nutriente e soprattutto un buon termo-protettore prima di passare all’asciugatura.










