Atti persecutori, lesioni personali, minacce e rapina aggravati dal metodo mafioso. Sono le pesanti accuse contestate a un 47enne, ritenuto vicino a un clan operante nel quartiere di Fuorigrotta, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo – indicato come cognato del boss Troncone – avrebbe perseguitato per oltre due anni un incensurato, “colpevole” di aver intrattenuto una relazione sentimentale con una donna ritenuta vicina agli ambienti della criminalità organizzata.
Le indagini hanno ricostruito una lunga serie di episodi che si sarebbero verificati tra il 2023 e l’aprile del 2026 nel quartiere di Fuorigrotta. La vittima sarebbe stata ripetutamente aggredita, minacciata di morte e intimidita con l’obiettivo di costringerla a lasciare il quartiere.
L’episodio più grave sarebbe culminato in una violenta aggressione durante la quale il 47enne avrebbe anche sottratto il casco della vittima. Un gesto che, secondo l’ipotesi accusatoria, si inseriva in una più ampia strategia intimidatoria tale da indurre l’uomo ad allontanarsi temporaneamente persino dal territorio nazionale.
L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, ha consentito di ricostruire nei dettagli la vicenda attraverso l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona e grazie alle testimonianze raccolte dagli investigatori.
Gli elementi acquisiti hanno portato il Gip del Tribunale di Napoli ad accogliere la richiesta della Procura antimafia, disponendo la misura cautelare nei confronti dell’indagato.











