Dal 1° luglio entra in vigore nell’Unione europea il nuovo dazio forfettario da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, una misura che segna una svolta per l’e-commerce internazionale e che, di fatto, rende più costosi gli acquisti online su piattaforme estere.
Il provvedimento si applica alle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro, che fino a oggi beneficiavano di una franchigia doganale. Con la nuova normativa, ogni spedizione sarà soggetta a un prelievo fisso di 3 euro (per categoria merceologica), che si aggiunge a IVA e altri eventuali costi di importazione.
Secondo la Commissione europea, la misura ha l’obiettivo di riequilibrare la concorrenza tra venditori europei e grandi piattaforme extra-Ue — in particolare quelle legate al commercio online a basso costo — oltre a rafforzare i controlli doganali su un volume di merci in forte crescita.
Negli ultimi anni, infatti, il numero di piccoli pacchi importati nell’Ue è aumentato in modo significativo, spinto dall’espansione dell’e-commerce globale. Una dinamica che ha reso sempre più difficile la gestione dei controlli e che ha alimentato le pressioni per una riforma del sistema doganale europeo.
La tassa non viene pagata direttamente dal consumatore al momento dell’acquisto, ma dai soggetti che gestiscono l’importazione e la logistica. Tuttavia, nella pratica, il costo sarà quasi certamente trasferito sui prezzi finali, con un aumento complessivo per chi acquista su piattaforme extra-Ue.
Il nuovo sistema rappresenta solo il primo passo di una riforma più ampia: dal 2028 è infatti prevista una revisione completa delle regole doganali, con l’introduzione di un sistema più articolato e digitale di gestione dei flussi e-commerce e l’abolizione definitiva delle attuali soglie di esenzione.
Nel frattempo, per milioni di consumatori europei, anche piccoli acquisti online da siti extra-Ue diventeranno progressivamente più costosi, segnando la fine di una lunga stagione di spedizioni a basso costo senza dazi.











