Dopo dieci anni di tournée e 201 rappresentazioni in tutta Italia, la Fondazione Angelo Vassallo lancia un appello alla Regione Campania affinché la storia del “Sindaco Pescatore” trovi finalmente lo spazio che merita anche nella sua terra d’origine. Il presidente della Fondazione, Dario Vassallo, ha rivolto un invito pubblico al presidente della Regione Roberto Fico e all’assessore alla Cultura Ninni Cutaia, chiedendo un impegno concreto per inserire lo spettacolo teatrale dedicato al fratello Angelo nella programmazione culturale regionale.
Lo spettacolo “Il Sindaco Pescatore”, interpretato da Ettore Bassi e prodotto da Michele Ido, ripercorre la vicenda umana e politica di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato il 5 settembre 2010 in un agguato ancora oggi senza un colpevole definitivo. In questi dieci anni la pièce è diventata uno dei più importanti strumenti di divulgazione della sua eredità civile, attraversando teatri, scuole, piazze e borghi italiani e contribuendo a far conoscere la figura di un amministratore che ha fatto della legalità, della tutela dell’ambiente e del buon governo i cardini del proprio mandato.
Un percorso che ha riscosso attenzione e partecipazione in numerose regioni italiane ma che, secondo la Fondazione, non ha trovato un adeguato riconoscimento proprio in Campania. Se in Puglia il Teatro Pubblico Pugliese ha sostenuto il progetto sin dall’inizio, nella regione che ha dato i natali ad Angelo Vassallo lo spettacolo è approdato soltanto grazie all’iniziativa di alcuni sindaci, amministrazioni comunali e associazioni, senza mai entrare nella programmazione del Teatro Pubblico Campano, nonostante le ripetute richieste avanzate dal produttore nel corso degli anni.
Per Dario Vassallo si tratta di un’occasione mancata che oggi può essere recuperata. L’appello rivolto ai vertici della Regione nasce dalla convinzione che la memoria di Angelo Vassallo rappresenti un patrimonio collettivo e non soltanto familiare.
«Sono dieci anni che portiamo in scena questa pièce teatrale e siamo arrivati alla 201ª rappresentazione. Siamo stati in ogni angolo d’Italia, incontrando migliaia di cittadini che hanno conosciuto un sindaco campano diventato il simbolo di un’altra politica. In Puglia il Teatro Pubblico Pugliese ha scelto fin dall’inizio di sostenere questa causa; in Campania, invece, il Teatro Pubblico Campano non ha mai accolto il nostro progetto», afferma il presidente della Fondazione.
Da qui la richiesta al presidente Roberto Fico e all’assessore Ninni Cutaia di aprire una nuova fase, capace di riportare al centro dell’offerta culturale regionale una storia che parla di legalità, impegno civile e responsabilità istituzionale.
«Oggi mi rivolgo al Presidente Roberto Fico e all’Assessore Ninni Cutaia perché la Regione possa finalmente aprire le porte a questa storia. Sono trascorsi sedici anni e i giovani campani hanno il diritto di conoscere ciò che è accaduto nella loro terra. La memoria è cultura, il teatro è uno straordinario strumento di formazione civile. Abbattiamo questo muro invisibile e restituiamo ai campani una storia che appartiene innanzitutto a loro. Apriamo porte e finestre alla cultura, facciamo entrare aria nuova, quella della bella politica che Angelo Vassallo ha incarnato fino all’ultimo giorno della sua vita.»
La vicenda di Angelo Vassallo continua infatti a rappresentare uno dei simboli più forti della lotta per la legalità nel Mezzogiorno. Sindaco di Pollica e promotore di un modello di sviluppo fondato sulla tutela del territorio, sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea e sul contrasto agli interessi criminali, Vassallo fu assassinato in un agguato la sera del 5 settembre 2010. A distanza di anni, la sua morte resta una ferita aperta e la ricerca della verità continua ad alimentare il lavoro della Fondazione, impegnata a custodirne la memoria attraverso iniziative culturali, educative e di sensibilizzazione.
Per questo il teatro assume un valore che va oltre la semplice rappresentazione artistica. Diventa uno strumento di formazione civica, capace di raccontare alle nuove generazioni che un modo diverso di amministrare è possibile e che l’impegno per il bene comune può lasciare un segno profondo anche dopo la morte.
La richiesta avanzata dalla Fondazione Angelo Vassallo punta proprio a questo: fare in modo che la Campania diventi protagonista della diffusione della storia del Sindaco Pescatore, riconoscendola come parte del proprio patrimonio culturale e civile. Un’eredità che, secondo Dario Vassallo, appartiene prima di tutto ai giovani campani e che merita di essere conosciuta, custodita e tramandata.











