Una richiesta apparentemente banale, l’ennesima pretesa di mangiare senza pagare, si è trasformata in un omicidio che ha sconvolto l’intera comunità di Reggio Emilia. A perdere la vita è stato Raffaele Stipa, storico titolare della pizzeria Yoghi, accoltellato nel suo locale da un cliente abituale dopo essersi rifiutato di regalargli una pizza.
Il presunto assassino, Andrea Pellati, 42 anni, è stato rintracciato e arrestato dalla Polizia di Stato dopo una fuga durata poche ore. È accusato di omicidio volontario, mentre gli investigatori stanno valutando anche l’eventuale contestazione della premeditazione.
L’omicidio nella pizzeria Yoghi
Il delitto si è consumato nella tarda serata di lunedì 29 giugno all’interno della pizzeria Yoghi, in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud di Reggio Emilia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Pellati, cliente abituale del locale e già noto ai titolari, si sarebbe presentato pretendendo ancora una volta di ottenere una pizza gratuitamente. Alla richiesta, Raffaele Stipa avrebbe risposto con fermezza: «Te ne ho già offerte tre, ora basta.»
Quelle parole avrebbero scatenato la furia dell’aggressore, che ha estratto un coltello colpendo ripetutamente il pizzaiolo.
La sorella tenta di salvarlo e viene ferita
Nel disperato tentativo di difendere il fratello è intervenuta Antonella Stipa, sorella della vittima e collaboratrice nella gestione della pizzeria.
La donna ha cercato di fermare l’aggressore, arrivando anche a impugnare un bastone, ma è stata a sua volta raggiunta da diversi fendenti alle braccia e ai fianchi. Trasportata all’ospedale Santa Maria Nuova, è stata ricoverata e successivamente dimessa dopo le cure.
Le indagini: il litigio iniziato già a mezzogiorno
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte hanno consentito agli investigatori di ricostruire una dinamica più complessa rispetto a quanto apparso nelle prime ore.
Secondo il procuratore di Reggio Emilia, Gaetano Calogero Paci, il contrasto sarebbe iniziato già intorno a mezzogiorno, quando un conoscente di Pellati si era presentato in pizzeria chiedendo tre pizze gratuite. Anche in quell’occasione il titolare aveva rifiutato, ricordando un debito di circa venti euro già accumulato.
Gli inquirenti ritengono che proprio quel rifiuto abbia alimentato il rancore culminato, poche ore dopo, nell’aggressione mortale. Le immagini delle telecamere avrebbero inoltre indotto la Procura a valutare l’ipotesi che Pellati sia tornato nel locale con l’intenzione precisa di aggredire il pizzaiolo.
La fuga e l’arresto
Dopo il delitto il quarantaduenne si è allontanato a piedi, cercando rifugio in un’area verde poco distante dalla pizzeria.
La fuga è durata circa quattro ore. Grazie ai filmati di videosorveglianza e alle testimonianze dei presenti, la Polizia è riuscita a identificarlo e ad arrestarlo nella notte. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati gli abiti indossati al momento dell’omicidio, uno zaino e un coltello ritenuto compatibile con l’arma del delitto.
Chi era Raffaele Stipa
Originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, Raffaele Stipa viveva da molti anni a Reggio Emilia, dove aveva costruito la propria vita lavorando nella ristorazione.
Insieme alla sorella Antonella gestiva da oltre vent’anni la pizzeria Yoghi, diventata un punto di riferimento per il quartiere. Padre di due figli, era conosciuto come una persona disponibile e benvoluta da clienti e residenti.
Il quartiere sotto choc
Nelle ore successive all’omicidio decine di cittadini si sono recati davanti alla pizzeria per lasciare fiori, messaggi e ricordi.
«Era una bravissima persona», raccontano molti residenti. «Aveva sempre una parola gentile per tutti. È assurdo morire così, mentre si sta semplicemente lavorando.»










