«A chi ha commesso questo gesto dico di pentirsi e di costituirsi». È un appello forte, pronunciato con la voce segnata dal dolore ma anche dalla speranza, quello lanciato da don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo di Miano, all’indomani dell’omicidio di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso con un colpo di pistola nella notte tra il 22 e il 23 giugno sotto la sua abitazione.
Il sacerdote, intervenuto ai microfoni della trasmissione Campania24 in onda su Canale 9, ha voluto rivolgere un messaggio sia all’autore del delitto sia alla famiglia del giovane operaio, sconvolta da una tragedia che ha scosso l’intero quartiere.
La visita alla famiglia e il messaggio di speranza
Nelle ore successive all’omicidio, don Salvatore si è recato personalmente nell’abitazione degli Spasiano per manifestare la propria vicinanza ai parenti del ragazzo.
«Alla famiglia chiedo di non chiudersi nel dolore, ma di trasformarlo in speranza. Una speranza che però non sia rassegnazione, ma una speranza attiva», ha affermato il parroco.
Parole che arrivano mentre amici, conoscenti e residenti continuano a interrogarsi sulle ragioni di una morte che, almeno allo stato attuale delle indagini, appare ancora difficile da spiegare.
Le indagini: riflettori su una lite avvenuta mesi fa
I carabinieri e la Procura di Napoli stanno lavorando per ricostruire gli ultimi movimenti del giovane e individuare il responsabile dell’agguato.
Tra le piste al vaglio degli investigatori vi sarebbe quella che conduce a una lite avvenuta lo scorso marzo durante una partita di calcetto. Al centro degli accertamenti ci sarebbe un minorenne con il quale Lorenzo avrebbe avuto un acceso diverbio. Si tratta però soltanto di una delle ipotesi investigative, mentre gli inquirenti continuano a verificare ogni elemento utile per chiarire il movente e individuare l’autore materiale dell’omicidio.
Nessuna pista, al momento, viene esclusa.
«Non è la prima volta che si uccide per futili motivi»
Don Salvatore ha poi richiamato l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni ha segnato più volte la cronaca napoletana: la violenza esplosa per motivi apparentemente banali.
«Non è la prima volta che a Napoli si uccide per futili motivi. Non conosco i dettagli del litigio, ma se dovesse essere questa la ragione di quanto accaduto sarebbe un fatto gravissimo», ha dichiarato.
Un richiamo che assume un significato ancora più forte alla luce delle prime indiscrezioni investigative, secondo cui dietro l’omicidio potrebbe celarsi una vendetta maturata nel tempo per un contrasto nato in un contesto sportivo.
Il ricordo di Raffaele Perinelli
Nel suo intervento il sacerdote ha ricordato anche un’altra ferita ancora aperta nella memoria di Miano: quella di Raffaele Perinelli, giovane promessa del calcio campano uccisa a soli 21 anni il 6 ottobre 2018.
Perinelli venne accoltellato mortalmente al termine di una lite scoppiata all’esterno di un circolo ricreativo del quartiere. Anche in quel caso il movente fu ricondotto a motivi futili.
«A Miano ci sono sempre stati litigi tra giovani. Non è la prima volta che accade una tragedia simile, ma speriamo che questa sia l’ultima», ha aggiunto don Salvatore.
Una comunità in attesa di risposte
La morte di Lorenzo Spasiano ha riaperto interrogativi profondi sulla diffusione della violenza tra i più giovani e sulla facilità con cui conflitti personali possono trasformarsi in episodi irreversibili.
Mentre le indagini proseguono per individuare il responsabile e chiarire il contesto in cui è maturato il delitto, il quartiere resta stretto attorno alla famiglia del giovane operaio.
L’appello del parroco si inserisce proprio in questo clima di dolore e attesa: un invito alla verità, alla responsabilità e alla giustizia, affinché una comunità già segnata da altre tragedie possa finalmente ottenere le risposte che cerca.










