Il cuore del piccolo Domenico Caliendo era ancora pulsante sul tavolo operatorio mentre il contenitore con l’organo arrivato da Bolzano risultava ancora chiuso. È uno dei dettagli più drammatici emersi dai video acquisiti dai carabinieri del Nas nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla morte del bambino di due anni, deceduto dopo un trapianto cardiaco eseguito all’ospedale Monaldi.
Le immagini, entrate ora negli atti dell’indagine, mostrano i momenti immediatamente precedenti alla scoperta che il cuore destinato al piccolo era stato congelato durante il trasporto. Nel video si vedrebbe il cuore malato del bambino appena espiantato e ancora vitale, mentre in sala operatoria i sanitari discutono con toni tranquilli dell’apertura del box frigo proveniente dall’Alto Adige. Nessuno, in quei secondi, immagina ancora ciò che sarebbe emerso poco dopo: l’organo sarebbe arrivato “bruciato” dalle temperature troppo basse provocate dall’uso del ghiaccio secco.
Secondo gli investigatori, il cuore destinato al trapianto sarebbe stato conservato a temperature incompatibili con la corretta preservazione dell’organo. L’ipotesi al centro dell’inchiesta è che il ghiaccio secco abbia provocato il congelamento del tessuto cardiaco, compromettendone irrimediabilmente la funzionalità.
Le conversazioni registrate in sala operatoria sono considerate ora elementi chiave dagli inquirenti per ricostruire la sequenza esatta delle operazioni e verificare eventuali responsabilità. In uno dei dialoghi riportati negli atti, si sente anche il confronto tra la cardiochirurga Gabriella Farina e un infermiere sulla gestione del contenitore appena arrivato in ospedale.
L’inchiesta della Procura di Napoli vede attualmente indagati sette medici, mentre ulteriori accertamenti riguardano anche il personale coinvolto nelle fasi di espianto e trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli. Gli investigatori stanno cercando di chiarire chi abbia preparato il contenitore, quali protocolli siano stati seguiti e soprattutto perché nessuno abbia verificato lo stato dell’organo prima dell’espianto definitivo del cuore del bambino.
Nei mesi scorsi i Nas hanno sequestrato il box utilizzato per il trasporto, mentre ispettori del Ministero della Salute hanno effettuato verifiche sia al Monaldi sia nell’ospedale altoatesino da cui era partito l’organo.
La vicenda del piccolo Domenico ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Una tragedia sanitaria su cui ora i magistrati cercano di fare piena luce, nel tentativo di capire se la morte del bambino potesse essere evitata e se vi siano stati errori nella catena di conservazione e gestione del cuore destinato al trapianto.








