Un appello che arriva come una denuncia forte e diretta al Ministero della Salute. Le famiglie dei bambini cardiopatici seguiti al reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Ospedale Monaldi parlano di “angoscia, paura e abbandono”. A rappresentarle è l’avvocato Sergio Pisani, che chiede un intervento immediato del ministro Orazio Schillaci per fare chiarezza sulla tenuta del servizio e garantire continuità assistenziale ai piccoli pazienti.
“Famiglie del Sud abbandonate e preda dell’angoscia e della paura”, è la sintesi amara del legale, che da mesi segue decine di nuclei familiari provenienti non solo dalla Campania ma da diverse regioni del Mezzogiorno.
Secondo quanto denunciato, la situazione nel reparto pediatrico sarebbe diventata sempre più critica, soprattutto nei fine settimana, quando – sempre secondo le segnalazioni raccolte dall’avvocato – verrebbero meno presidi e coperture sanitarie fondamentali per bambini con patologie cardiache gravi o potenzialmente instabili. Una condizione che, se confermata, esporrebbe i pazienti a rischi non marginali.
Nel suo appello, Pisani sottolinea anche il clima di incertezza generato dalle recenti vicende giudiziarie e organizzative che hanno coinvolto la struttura, chiedendo che le istituzioni escano dal silenzio e si assumano la responsabilità di garantire assistenza continua e trasparente.
“Non è più il tempo delle attese o delle risposte burocratiche”, è il senso della richiesta rivolta al Ministero della Salute. L’obiettivo, spiega il legale, è quello di avviare verifiche immediate sulla reale funzionalità del reparto e sulle condizioni operative del personale sanitario.
Al centro della denuncia c’è anche il tema della fragilità delle famiglie, costrette a spostarsi spesso dal Sud verso strutture specializzate, vivendo lunghi periodi di ricovero e assistenza in condizioni di forte stress emotivo ed economico.
La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sul divario sanitario tra Nord e Sud e sulla difficoltà di accesso a cure specialistiche pediatriche ad alta complessità, in particolare in ambito cardiologico.
In attesa di eventuali risposte dal Ministero, resta l’allarme lanciato dalle famiglie: la richiesta è semplice ma urgente, garantire ai bambini cardiopatici cure stabili, sicure e continue, senza interruzioni che possano trasformarsi in un rischio per la vita stessa dei piccoli pazienti.









