In Campania cresce la preoccupazione per la qualità delle acque sotterranee dopo il rilevamento di sostanze chimiche classificate come cancerogene o potenzialmente tali in diverse aree del territorio regionale.
Secondo uno studio dell’Università Federico II di Napoli, e come riportato nelle comunicazioni della Regione, sono stati individuati superamenti dei limiti di legge per composti industriali come il tricloroetilene (TCE) e il tetracloroetilene (PCE), sostanze utilizzate in passato in numerosi processi industriali e oggi considerate tra le più pericolose per la salute umana.
Il tricloroetilene è classificato come cancerogeno certo ed è associato a patologie come tumori al rene, al fegato e linfomi, mentre il tetracloroetilene è considerato un probabile cancerogeno.
Le aree interessate
Le criticità non riguarderebbero un solo territorio ma si estenderebbero a più province campane, con segnalazioni nelle aree di:
- Caserta e comuni dell’Agro aversano
- area nord di Napoli e hinterland
- zone dell’Avellinese
- alcuni comuni del Salernitano
In diversi punti, le concentrazioni rilevate nelle falde risultano superiori alle soglie di sicurezza stabilite dalla normativa ambientale.
L’intervento della Regione
La Regione Campania ha chiesto alle ASL di attivare verifiche urgenti integrate sanitarie, ambientali e agroalimentari, con l’obiettivo di valutare il rischio per la popolazione e ricostruire l’estensione della contaminazione.
Le autorità sanitarie dovranno inoltre verificare eventuali ricadute sulla filiera alimentare, soprattutto nelle aree agricole dove le acque sotterranee vengono utilizzate per irrigazione o usi indiretti.
Un rischio che riguarda anche agricoltura e salute pubblica
Uno degli aspetti più delicati riguarda il possibile passaggio degli inquinanti:
- nell’acqua potabile da pozzi privati non controllati
- nei terreni agricoli irrigati con acque contaminate
- nella catena alimentare attraverso accumulo negli ecosistemi
Le autorità sanitarie parlano di una situazione che richiede monitoraggi continui e una mappatura precisa delle aree a rischio.
La preoccupazione degli esperti
Organizzazioni ambientaliste e tecnici del settore sottolineano che il problema non è solo la presenza degli inquinanti, ma la loro diffusione in un contesto fortemente antropizzato, dove l’esposizione può essere diretta o indiretta.
Viene inoltre evidenziata la necessità di informare in modo chiaro le comunità locali, per evitare utilizzi inconsapevoli di acqua potenzialmente contaminata.
Una questione aperta
Il quadro attuale è quello di un’indagine ancora in corso, con verifiche su larga scala appena avviate. Restano da definire l’origine precisa delle contaminazioni e l’effettiva estensione del fenomeno.
Nel frattempo, la Campania si trova di fronte a un tema delicato: la sicurezza delle proprie risorse idriche sotterranee e il loro impatto sulla salute pubblica.










