Una delle storie più drammatiche e allo stesso tempo significative della lotta alla criminalità organizzata in Calabria risale al 20 marzo 1989, quando a Locri fu assassinato Vincenzo “Cecè” Grasso, titolare di una concessionaria di automobili e barche, per essersi rifiutato di pagare il pizzo imposto dalla ‘ndrangheta.
Grasso, commerciante stimato e padre di famiglia, aveva apertamente detto no alle richieste estorsive già a partire dagli anni ’80, denunciando alle autorità ogni intimidazione, minaccia telefonica e danneggiamento subito per rifiutarsi di sottomettersi al racket. La sua ferma opposizione al pagamento del denaro richiesto dalle cosche locali – un atto di coraggio molto raro in quegli anni – lo rese un bersaglio.
Quella sera di marzo, quando era quasi l’ora di cena, due sicari irruppero davanti alla concessionaria di Grasso e gli spararono a bruciapelo davanti alla saracinesca del suo negozio, fulminando la vita di un uomo che aveva scelto la legalità e la dignità. Nessuno dei responsabili dell’omicidio è mai stato identificato o assicurato alla giustizia: le indagini furono chiuse senza colpevoli.
La sua storia non si è persa nel silenzio: nel 1997 lo Stato ha conferito a Grasso la medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: «Commerciante impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, benché consapevole del rischio cui si esponeva, si oppose tenacemente alle richieste estorsive, rimanendo vittima di un vile attentato».
Anche a distanza di decenni, la memoria di Vincenzo Grasso continua a essere portata avanti dalla figlia, Stefania, che attraverso impegni civili e testimonianze pubbliche racconta non soltanto il dolore della perdita, ma soprattutto l’esempio di onestà, coraggio e amore per la propria terra che il padre le ha lasciato.
La vicenda di Grasso rimane un monito potente: la lotta alle mafie passa anche attraverso le storie individuali di chi ha scelto di resistere al pizzo e alla violenza, e preservare queste memorie è fondamentale per comprendere quanto costa, nella vita reale, difendere la legalità.










