Il 20 marzo 1981 Annunziata Pesce, una donna di 30 anni, scomparve da Rosarno e fu uccisa in un delitto di “lupara bianca”, un omicidio che cancellò la sua esistenza senza lasciare subito tracce di verità.
Annunziata era figlia di Salvatore Pesce e nipote del boss Giuseppe Pesce, appartenente a una delle cosche più potenti e temute della piana di Gioia Tauro. Secondo le ricostruzioni emerse solo molti anni dopo, la giovane fu presa con la forza da due uomini in pieno giorno mentre camminava per strada, caricata su un’auto e fatta sparire.
La causa di questo gesto crudele fu la sua relazione con un carabiniere, considerata un affronto insopportabile al “codice d’onore” della ‘ndrangheta. Appartenere alla stessa famiglia criminale non la salvò: per il clan la relazione con un uomo dell’Arma rappresentava un disonore da lavare nel sangue.
Per anni della sua vicenda non si seppe nulla. Il marito denunciò la scomparsa, ma la comunità rimase in silenzio, e il nome di Annunziata venne quasi cancellato dalla memoria collettiva, come spesso accade nei casi di omicidi di ‘ndrangheta non legati a conflitti con lo Stato ma a logiche interne.
Solo decenni dopo, grazie alle dichiarazioni di pentiti come Giuseppina Pesce, emerge un quadro più chiaro dei fatti: Annunziata sarebbe stata rintracciata mentre si nascondeva con il suo amante, sequestrata e portata in campagna dove fu uccisa con un colpo di pistola alla testa. L’omicidio venne eseguito dal cugino Nino Pesce alla presenza del fratello maggiore Antonio, secondo le regole ferree del “codice etico” mafioso che richiede che il disonore sia punito davanti a un parente diretto.
Per molti anni la sua storia fu avvolta dal silenzio e dall’oblio, fino a quando testimonianze tardive permisero di ricostruire almeno parzialmente quella vicenda tragica che parla di violenza, controllo sociale e perdita di diritti fondamentali. Oggi Annunziata Pesce viene ricordata non solo come un’altra delle vittime della ‘ndrangheta, ma come simbolo della brutalità con cui certi contesti criminali si impongono anche nella sfera più intima della vita delle persone.










