È scomparso oggi a 84 anni Umberto Bossi, figura storica e fondatrice della Lega Nord, uno dei protagonisti più influenti e controversi della scena politica italiana degli ultimi decenni. La notizia è stata confermata da fonti ufficiali e dai principali organi di informazione, e ha immediatamente suscitato reazioni e cordoglio in varie sedi politiche.
Bossi è morto nella serata di giovedì 19 marzo all’ospedale di Circolo di Varese, dopo una vita interamente dedicata all’attività politica. Aveva 84 anni e da tempo si era ritirato dalla vita pubblica a causa di problemi di salute.
Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, Bossi ha fondato alla fine degli anni ’80 la Lega Lombarda, che poi è diventata la Lega Nord, partito divenuto centrale nel dibattito politico sulle autonomie regionali e sul federalismo. Sotto la sua leadership, la Lega ha portato alla ribalta istanze nazionali, spesso con un linguaggio forte e diretto, facendo della decentralizzazione e della difesa degli interessi del Nord Italia i pilastri della sua azione politica.
Nel corso della sua lunga carriera, Bossi è stato più volte parlamentare, europarlamentare e ministro per le Riforme nel governo italiano. La sua figura ha profondamente segnato il sistema politico italiano, influenzando dibattito e strategie di diverse forze politiche.
La Lega ha annunciato l’annullamento di tutti gli appuntamenti pubblici in segno di lutto e ha diffuso una nota di cordoglio, sottolineando lo shock e il dolore per la scomparsa del suo fondatore. Il leader attuale del partito ha deciso di sospendere gli impegni istituzionali per onorare la memoria di Bossi.
Il senatore lascia un’eredità politica complessa, capace di suscitare ampi consensi ma anche forti critiche. Per molti, Bossi resta il promotore di un cambiamento duraturo nell’assetto istituzionale italiano; per altri, una figura simbolo di posizioni divisive nel tessuto politico nazionale.











