• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 22 Aprile, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

16 marzo 1994: uccisa Angela Costantino, 25 anni, madre di quattro figli, per aver “tradito” il marito boss

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
16 Marzo, 2026
in Cronaca
0
16 marzo 1994: uccisa Angela Costantino, 25 anni, madre di quattro figli, per aver “tradito” il marito boss
Share on FacebookShare on Twitter

A Reggio Calabria, il 16 marzo 1994, Angela Costantino, una giovane donna di 25 anni, mamma di quattro figli e moglie di Pietro Lo Giudice, scomparve nel nulla. Il marito era un esponente di rilievo della cosca di ’ndrangheta attiva nel rione Santa Caterina. Quella mattina Angela scomparve mentre si stava recando da Reggio Calabria verso la casa circondariale di Palmi per fare visita al marito detenuto. Il suo destino fu ben più tragico di quanto inizialmente si fosse immaginato. 

ADVERTISEMENT

Inizialmente la sparizione fu trattata dagli inquirenti e dai familiari come un allontanamento volontario o un possibile suicidio, tesi rafforzata dal ritrovamento dell’automobile di Angela, una Fiat Panda, abbandonata a Villa San Giovanni, due giorni dopo la sua scomparsa. Negli anni successivi la verità emerse lentamente grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia della ’ndrangheta. 

Le testimonianze dei pentiti rivelarono che Angela non aveva mai lasciato volontariamente i suoi figli né si era uccisa, ma che era stata brutalmente assassinata in casa sua nella notte del 16 marzo 1994, strangolata dai parenti del marito su ordine della famiglia mafiosa. Il motivo fu una relazione extraconiugale che Angela avrebbe intrattenuto mentre il marito era in carcere, situazione considerata un’offesa imperdonabile all’onore e alla reputazione della famiglia Lo Giudice. 

Per la ’ndrangheta, l’onore maschile e il controllo assoluto sulle donne delle proprie famiglie sono aspetti centrali di un codice di comportamento rigido e violento. Angela, madre di quattro figli e costretta in una quotidianità di sacrifici, secondo l’accusa avrebbe cercato un momento di affetto e normalità al di fuori del matrimonio mentre suo marito era detenuto. Tale relazione, e la possibile gravidanza risultante, furono giudicate come un’offesa insanabile al clan. 

Secondo le ricostruzioni investigative, la decisione di uccidere Angela fu presa “in famiglia” e affidata a Fortunato Pennestrì (nipote del marito) come esecutore materiale del delitto. Con lui furono coinvolti anche Bruno Stilo (cognato) e Vincenzo Lo Giudice, considerati i mandanti dell’omicidio. Il corpo della donna è stato fatto sparire e non è mai stato ritrovato. 

Per quasi due decenni la vicenda di Angela rimase avvolta nel mistero, alimentata da versioni contraddittorie e insabbiata dalla complicità omertosa degli ambienti criminali. Solo grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia i magistrati riuscirono a riaprire il caso e a ricostruire gli avvenimenti reali. 

Nel gennaio del 2015, il Tribunale di Reggio Calabria ha condannato Bruno Stilo e Fortunato Pennestrì a 30 anni di reclusione per omicidio e occultamento di cadavere, sentenza confermata anche in appello e resa definitiva dalla Corte di Cassazione. 

La storia di Angela Costantino rappresenta uno dei casi più dolorosi e emblematici di violenza perpetrata all’interno delle dinamiche criminali della ’ndrangheta. Non solo una donna vittima di omicidio, ma anche una madre le cui aspirazioni di libertà e amore sono state stroncate da un codice di violenza e dominio. 

ADVERTISEMENT
Prec.

16 marzo 2018: guardia giurata uccisa durante un’aggressione a Piscinola

Succ.

16 marzo 1991, Napoli: ucciso Antonio Nubile, guardia giurata, per non aver voluto consegnare la pistola

Può interessarti

A Ponticelli regnano omertà e silenzio all’indomani dell’omicidio del 20enne Fabio Ascione
Cronaca

“La quiete dopo la tempesta”: spariti dalla circolazione i ras di Ponticelli, dopo l’omicidio di Fabio Ascione

21 Aprile, 2026
Coop di ex detenuti: 24 gli indagati legati alla camorra
Cronaca

Napoli, documenti in cambio di soldi e sesso: 120 indagati nell’inchiesta sull’anagrafe

21 Aprile, 2026
Turista colpita alla testa ai Quartieri Spagnoli: individuata la casa dalla quale è caduta la statua che l’ha uccisa
Cronaca

Morte Chiara Jaconis, chiesto il processo per i genitori del minore che lanciò la statuetta: “Non vigilarono”

21 Aprile, 2026
Trovato il cadavere del 20enne sparito un mese fa nel casertano: l’amico confessa di averlo ucciso
Cronaca

Trovato il cadavere del 20enne sparito un mese fa nel casertano: l’amico confessa di averlo ucciso

21 Aprile, 2026
Torre Annunziata: 61enne aggredito, accoltellato ed ucciso per un posto auto
Cronaca

19 aprile 2021: Maurizio Cerrato, un padre ucciso per difendere sua figlia

20 Aprile, 2026
Cercola: sorpresi dai carabinieri mentre tentano di rubare pneumatici, arrestate 2 persone
Cronaca

Napoli, violenza su donna disabile: arrestati un uomo e la figlia della vittima

20 Aprile, 2026
Succ.
16 marzo 1991, Napoli: ucciso Antonio Nubile, guardia giurata, per non aver voluto consegnare la pistola

16 marzo 1991, Napoli: ucciso Antonio Nubile, guardia giurata, per non aver voluto consegnare la pistola

Ultimi Articoli

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra: il pianeta tra emergenza e responsabilità

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra: il pianeta tra emergenza e responsabilità

di Redazione Napolitan
21 Aprile, 2026
0

La Giornata Mondiale della Terra, celebrata ogni anno il 22 aprile, è uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati alla tutela dell’ambiente...

A Ponticelli regnano omertà e silenzio all’indomani dell’omicidio del 20enne Fabio Ascione

“La quiete dopo la tempesta”: spariti dalla circolazione i ras di Ponticelli, dopo l’omicidio di Fabio Ascione

di Luciana Esposito
21 Aprile, 2026
0

Un omicidio che ha sancito un perentorio e doloroso punto di non ritorno, quello del giovane Fabio Ascione, il ventenne...

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana

di Redazione Napolitan
21 Aprile, 2026
0

Si è spento oggi, martedì 21 aprile, Luca Iannuzzi, volto noto dell’imprenditoria partenopea e protagonista della vita notturna tra Napoli...

Fabio Ascione: condannato ad avere per sempre 20 anni da quello sparo che lo ha ucciso due settimane fa

Fabio Ascione: condannato ad avere per sempre 20 anni da quello sparo che lo ha ucciso due settimane fa

di Luciana Esposito
21 Aprile, 2026
0

Aveva vent’anni, Fabio Ascione, il giovane ucciso all'alba di martedì 7 aprile, da un proiettile che sarebbe partito accidentalmente dalla...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?