Il 13 marzo 2013 è una data destinata a restare nella storia della Chiesa cattolica. In quella sera di primavera, dopo due giorni di conclave e cinque votazioni, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio venne eletto Papa con il nome di Francesco, diventando il 266º pontefice della Chiesa cattolica e successore di Benedetto XVI, dimessosi poche settimane prima.
L’evento segnò una svolta storica: per la prima volta il soglio pontificio veniva affidato a un papa proveniente dall’America Latina e, allo stesso tempo, al primo pontefice appartenente all’ordine dei gesuiti.
L’elezione avvenne in un contesto senza precedenti nella storia recente della Chiesa. L’11 febbraio 2013 Benedetto XVIaveva annunciato la sua rinuncia al pontificato, diventando il primo papa a dimettersi dopo quasi sei secoli.
Dopo la fine ufficiale del pontificato, il 28 febbraio, 115 cardinali elettori si riunirono nella Cappella Sistina il 12 marzo per eleggere il nuovo pontefice. Il conclave si concluse rapidamente: il 13 marzo, al quinto scrutinio, Bergoglio raggiunse il quorum necessario di voti.
Alle 19:06 dal comignolo della Cappella Sistina si alzò la fumata bianca, segnale atteso dai fedeli di tutto il mondo: la Chiesa aveva un nuovo Papa.
Poco dopo l’annuncio ufficiale Habemus Papam, il nuovo pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro davanti a una piazza gremita di fedeli.
Le sue prime parole furono semplici e sorprendenti: “Fratelli e sorelle, buonasera”.
Con un tono informale e diretto, Bergoglio spiegò con ironia che i cardinali erano andati a cercare il nuovo vescovo di Roma “quasi alla fine del mondo”, riferendosi alla sua origine argentina.
Prima di impartire la benedizione, chiese alla folla di pregare per lui e per il papa emerito Benedetto XVI, un gesto che colpì molti osservatori per la sua umiltà.
La scelta del nome Francesco, ispirato a San Francesco d’Assisi, fu interpretata come il segnale di un pontificato orientato alla semplicità, alla pace e all’attenzione verso i più poveri.
Fin dai primi anni del suo ministero, Papa Francesco ha messo al centro del suo messaggio alcuni temi fondamentali: difesa dei poveri e delle periferie sociali, attenzione ai migranti e ai rifugiati, dialogo tra religioni e culture, riforma della Chiesa e delle strutture vaticane e impegno per la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente.
Il suo stile pastorale, improntato alla semplicità e alla vicinanza alla gente, ha contribuito a rendere il suo pontificato uno dei più discussi e influenti dell’epoca contemporanea.
L’elezione di Papa Francesco rappresenta una delle svolte più significative della storia recente della Chiesa cattolica. Con lui il pontificato ha assunto un volto più globale, riflettendo la crescita del cattolicesimo nel Sud del mondo e aprendo una stagione di rinnovamento e di attenzione ai problemi sociali del nostro tempo.
Il 13 marzo 2013 resta dunque una data simbolica: il giorno in cui, dalla fumata bianca della Cappella Sistina, emerse il pontefice destinato a segnare profondamente il XXI secolo.










