Il 13 marzo 1996 la tranquilla cittadina di Dunblane fu teatro di una delle più gravi tragedie della storia recente del Regno Unito.
Quella mattina, nella Dunblane Primary School, un uomo armato fece irruzione nell’edificio scolastico e aprì il fuoco contro una classe di bambini di cinque e sei anni. In pochi minuti vennero uccisi 16 bambini e la loro insegnante, prima che l’aggressore si togliesse la vita.
La Strage di Dunblane sconvolse l’intero Paese e portò, nei mesi successivi, a un radicale cambiamento delle leggi britanniche sul possesso di armi da fuoco.
L’autore della strage fu Thomas Hamilton, un uomo di 43 anni residente nella zona e già noto alle autorità per comportamenti controversi.
Intorno alle 9:30 del mattino, Hamilton entrò nella palestra della scuola elementare armato di quattro pistole e centinaia di munizioni. Nella palestra era in corso una lezione di educazione fisica con una classe di bambini di prima elementare.
In pochi istanti l’uomo aprì il fuoco indiscriminatamente 16 bambini, tra i 5 e i 6 anni, morirono sul colpo o poco dopo, fu uccisa anche l’insegnante Gwen Mayor, che tentò di proteggere gli alunni, mentre diversi altri bambini e insegnanti rimasero feriti.
Dopo la sparatoria, Hamilton si tolse la vita all’interno della palestra. L’intero attacco durò meno di cinque minuti, ma lasciò una ferita profonda nella comunità e nel Paese.
La notizia della strage si diffuse rapidamente in tutta la Gran Bretagna, generando una reazione emotiva senza precedenti.
Il giorno successivo, il primo ministro John Major visitò Dunblane e dichiarò il lutto nazionale. Migliaia di persone portarono fiori e messaggi davanti alla scuola e nella vicina Dunblane Cathedral, dove si svolsero le cerimonie commemorative.
La tragedia colpì profondamente anche l’opinione pubblica internazionale. L’episodio rimane tuttora la peggior sparatoria in una scuola nella storia del Regno Unito.
Dalla tragedia nacque una forte mobilitazione civile. Migliaia di cittadini aderirono alla Snowdrop Campaign, un movimento nato proprio a Dunblane per chiedere una stretta sulla legislazione sulle armi.
Le pressioni dell’opinione pubblica portarono all’approvazione di due leggi storiche: Firearms (Amendment) Act 1997, mentre un secondo provvedimento nello stesso anno che vietò quasi totalmente il possesso privato di pistole e armi cortenel Regno Unito.
Queste norme resero la legislazione britannica una delle più severe al mondo in materia di armi da fuoco.
A distanza di anni, la comunità di Dunblane continua a ricordare le vittime con cerimonie e memoriali. Un giardino della memoria è stato creato nei pressi della scuola, mentre nella cattedrale della città sono conservati i nomi dei bambini e dell’insegnante uccisi.
La strage di Dunblane rimane uno degli eventi più traumatici della storia britannica contemporanea, ma anche un momento che cambiò profondamente il dibattito sulle armi e sulla sicurezza pubblica nel Paese.









