La giustizia ha scritto la parola fine sul femminicidio di Ornella Pinto, la docente napoletana uccisa nel marzo 2021. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna all’ergastolo per Pino Iacomino, ex marito della vittima e reo confesso dell’omicidio. Con la decisione della Suprema Corte la sentenza diventa definitiva.
L’omicidio avvenne la notte del 13 marzo 2021 nell’abitazione di via Cavolino, nel quartiere San Carlo all’Arena, a Napoli. Ornella Pinto, 40 anni e insegnante di sostegno, fu aggredita mentre dormiva.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo la colpì con almeno 13 coltellate, senza lasciarle possibilità di difendersi. Nella stanza accanto dormiva il figlio della coppia, di appena quattro anni al momento dei fatti.
Poche ore dopo il delitto Iacomino si presentò ai carabinieri a Montegabbione, in provincia di Terni, confessando l’omicidio. In un primo momento parlò di una lite degenerata, ma le indagini dimostrarono che la donna era stata colpita nel sonno e quindi senza alcuna possibilità di reagire.
Nel maggio 2022 la Corte d’Assise di Napoli condannò l’uomo all’ergastolo, riconoscendo diverse aggravanti: premeditazione, crudeltà e il rapporto di convivenza con la vittima. La condanna fu poi confermata in Appello nel gennaio 2024.
Ora la Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, rendendo la pena definitiva. I giudici hanno quindi confermato integralmente la ricostruzione accusatoria e la gravità del delitto.
Dopo l’omicidio, il bambino della coppia è stato affidato alla zia Stefania Pinto, sorella della vittima, nominata tutrice legale. Nel processo è stata anche riconosciuta una provvisionale di 180mila euro a favore della famiglia.
A cinque anni da quella notte, la sentenza definitiva della Cassazione chiude il percorso giudiziario, lasciando però aperta la ferita di una tragedia familiare che resta tra i casi più drammatici di violenza domestica avvenuti negli ultimi anni nel capoluogo partenopeo.











