L’area di Bagnoli, storico quartiere dell’area flegrea di Napoli, è tornata al centro dell’attenzione pubblica per una serie di tensioni sociali e politiche legate ai nuovi interventi urbanistici e alla prossima America’s Cup 2027, oltre che per la gestione delle bonifiche ambientali dell’ex sito industriale.
Nella giornata di martedì 3 marzo si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Napoli dedicata alla rigenerazione di Bagnoli e, in particolare, ai lavori collegati alla Coppa America e alla bonifica dell’area ex Italsider. La riunione, convocata presso la sede della Municipalità 10, ha visto una forte partecipazione dei cittadini ma anche tensioni con le forze dell’ordine.
Prima dell’apertura della seduta, circa cento manifestanti hanno bloccato l’ingresso e, in alcuni frangenti, sono scoppiati scontri con polizia e carabinieri, ferendo un agente alla testa e portando all’arresto di un partecipante.
Le tensioni sono nate in particolare per la decisione di tenere la riunione in un ambiente blindato e per l’esclusione del pubblico da alcune fasi dei lavori, decisione che i manifestanti hanno definito “una chiusura dei processi decisionali nei confronti dei quartieri interessati”.
Il Comune, rappresentato dal sindaco Gaetano Manfredi, commissario straordinario per la bonifica e rigenerazione del Sin (Sito di interesse nazionale), ha ribadito che il progetto di rigenerazione procede e che i lavori per l’America’s Cup 2027 sono svolti nell’ambito della bonifica ambientale, con i dragaggi in mare e il trasferimento dei materiali potenzialmente contaminati all’estero per ridurre l’impatto sul quartiere.
Manfredi ha anche annunciato che la zona di Bagnoli potrà contare alla fine degli interventi su spiagge per circa 2 chilometri, con la colmata che, seppur mantenuta, sarà oggetto di una consultazione pubblica per decidere la destinazione finale di quell’area. Gli espropri in atto sono stati sospesi per evitare impatti sociali negativi.
Tuttavia, molte associazioni e residenti contestano sia la scelta di non rimuovere completamente la colmata sia il collegamento dei lavori con l’America’s Cup, accusando le istituzioni di decidere al di fuori di un confronto aperto con la popolazione e di non considerare adeguatamente i rischi ambientali e sanitari storici dell’area.
Accanto alle proteste fisiche in strada, gruppi civici e artisti stanno portando avanti iniziative critiche anche attraverso linguaggi alternativi. Un esempio è l’ultima campagna dell’“edicola parlante”, un progetto di narrazione urbana realizzato sulle serrande di vecchie rivendite di giornali, che a Bagnoli ha affisso una pagina titolata “Una colmata di menzogne”, con contenuti critici verso i lavori e le informazioni ufficiali sulla Coppa America.
La questione urbanistica di Bagnoli è stata portata pure nell’arena politica locale con interrogazioni di minoranza sul PUC (Piano Urbanistico Comunale), presentate dal gruppo “Bagnoli Fenix”. I consiglieri contestano incongruenze normative, documenti datati, mancanza di trasparenza e vincoli urbanistici controversi, chiedendo chiarimenti sull’adozione del piano e sulla coerenza con la legislazione vigente.
La vicenda di Bagnoli rappresenta l’emblema di un’area a lungo in attesa di rigenerazione dopo la chiusura dell’ex acciaieria Italsider e le decine di anni di inquinamento e degrado urbano. Se da una parte si moltiplicano le iniziative per restituire territorio e mare alla cittadinanza e rilanciare l’economia locale con grandi eventi come la Coppa America, dall’altra permane un forte senso di disagio sociale, dubbi sulla trasparenza dei processi decisionali e preoccupazioni ambientali che continuano a mobilitare associazioni e residenti.










