Ad Arzano, comune a nord di Napoli, i carabinieri della locale tenenza hanno smascherato un’attività di sfruttamento della prostituzione camuffata da centro di consulenza informatica. L’operazione, condotta tra mattina e prima parte del pomeriggio, ha portato alla denuncia di due cittadini cinesi, di 51 e 41 anni, titolari dell’appartamento-studio in via Enrico Medi.
Tutto nasce da segnalazioni sui social e da voci in strada: secondo i residenti, l’appartamento era frequentato da numerose persone, apparentemente in cerca di “consulenze informatiche”. Nei gruppi e nelle chat locali si leggeva però altro: “Ottimo posto, andateci”, riferendosi a presenze femminili, confermando ai militari che l’attività non era solo informatica.
I carabinieri hanno organizzato un intervento mirato, con militari in borghese e in divisa pronti a intervenire simultaneamente. All’ingresso dell’appartamento sono stati sorpresi il 51enne residente ad Arezzo, titolare della società, e una donna di 41 anni. Entrambi non hanno reagito, credendo di trovarsi davanti a semplici clienti.
Durante il sopralluogo, i militari hanno scoperto quattro donne cinesi in abiti succinti, ognuna in stanze separate da tende semitrasparenti al posto delle porte. Oltre alla presenza femminile, sono stati sequestrati materiali e strumenti documentali che provano chiaramente l’attività di prostituzione. I computer, pur presenti, servivano solo come facciata per mascherare l’attività illecita.
Il 51enne e la 41enne sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione, mentre l’appartamento e il sistema di videosorveglianza interno sono stati posti sotto sequestro, a garanzia delle indagini. L’operazione dei carabinieri ha così portato alla luce una rete di sfruttamento mascherata da attività commerciale apparentemente legittima, confermando l’attenzione delle forze dell’ordine sulle forme di criminalità organizzata o nascosta nei quartieri della provincia napoletana.










