Si sono presentati alla porta travestiti da postini, con la scusa di consegnare un pacco. Una volta entrati in casa, hanno fatto irruzione altri complici, trasformando quella che sembrava una normale visita in un incubo durato ore per un anziano professionista napoletano di 86 anni.
È questo il quadro che emerge dal comunicato ufficiale della Procura della Repubblica di Napoli, che annuncia l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti, ritenuti gravemente indiziati dei reati di rapina e sequestro di persona.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, su richiesta della Procura e su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, ed è l’ulteriore sviluppo di un’inchiesta già avviata nei mesi scorsi.
I fatti risalgono a marzo 2025 e si sono verificati nel quartiere napoletano di Fuorigrotta. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, due individui, fingendosi postini, sarebbero riusciti a farsi aprire la porta dell’abitazione dell’anziano. Una volta all’interno, avrebbero consentito l’ingresso di altri due complici.
La vittima è stata immobilizzata con fascette in plastica, legata strettamente e lasciata in balìa dei rapinatori, che hanno avuto tutto il tempo di rovistare nell’appartamento. Il bottino: 25mila euro in contanti, custoditi all’interno di una cassaforte.
Un’azione violenta e pianificata, che ha trasformato la casa dell’anziano in una prigione e ha evidenziato ancora una volta la particolare vulnerabilità delle persone anziane, spesso prese di mira da gruppi criminali organizzati.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, si sono sviluppate attraverso un lavoro investigativo articolato e complesso. Fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali, le perquisizioni domiciliari, l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e l’audizione di testimoni e persone informate sui fatti.
Questo insieme di elementi ha consentito agli investigatori di ricostruire l’intera fase organizzativa ed esecutiva del colpo, individuando ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti.
Il provvedimento eseguito nelle ultime ore rappresenta il seguito e lo sviluppo di un’ordinanza già emessa lo scorso 11 settembre, quando erano stati arrestati altri due complici coinvolti nello stesso episodio criminoso.
Per questi ultimi, nella giornata di ieri, è arrivata anche la condanna con giudizio abbreviato: pene rispettivamente di sette anni e oltre undici anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa.










