La vicenda drammatica del piccolo Domenico, il bimbo di due anni morto dopo un trapianto di cuore fallito, prosegue con nuovi sviluppi giudiziari che segnano una tappa significativa nelle indagini.
La Procura di Napoli ha richiesto al giudice per le indagini preliminari (GIP) l’avvio di un incidente probatorio, una procedura che permette di fissare in modo formale e vincolante alcune prove fondamentali prima dell’eventuale processo.
Nel registro degli indagati, infatti, il numero degli iscritti è salito da sei a sette. All’elenco dei sanitari facenti parte dell’équipe che lo scorso 23 dicembre eseguì l’operazione presso l’ospedale Azienda ospedaliera dei Colli – Monaldi di Napoli si è aggiunta una dirigente medico della struttura, oltre ai sei medici già coinvolti. L’ipotesi di reato formulata dalla Procura è omicidio colposo in concorso nei confronti dei sette sanitari.
La richiesta avanzata dagli inquirenti mira a chiarire alcuni aspetti tecnici cruciali della vicenda, tra cui: la corretta applicazione delle linee guida nel prelievo, trasporto e conservazione dell’organo cardiaco; le condizioni in cui si trovava il cuore utilizzato per il trapianto; l’adeguatezza delle scelte chirurgiche e terapeutiche adottate durante l’intervento; la verifica dei tempi di arrivo e della presentazione dell’equipe in sala operatoria.
Queste verifiche saranno affidate a consulenti tecnici nominati dal GIP, con l’obiettivo di costruire un quadro probatorio chiaro e scientificamente fondato prima dell’eventuale dibattimento.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha depositato un’integrazione alle indagini in cui chiede non soltanto di ampliare il perimetro dell’accertamento tecnico, ma anche di riqualificare il reato da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale e di valutare l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati.
Secondo la difesa, inoltre, la cartella clinica non conteneva alcuna indicazione di “ok” formale da parte dei sanitari sulla validità dell’organo trapiantato, un elemento che potrebbe essere determinante per chiarire responsabilità e carenze procedurali.
Domenico era stato sottoposto al trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre: l’organo, secondo le ricostruzioni investigative, risultò gravemente danneggiato a causa di problemi nella conservazione e nel trasporto. Dopo circa due mesi di terapia intensiva, il bambino è deceduto sabato scorso, scatenando grande commozione e nuove richieste di giustizia da parte dei suoi familiari.
L’istanza di incidente probatorio rappresenta una fase cruciale per accertare in modo rigoroso le cause della tragedia e valutare eventuali responsabilità, in un contesto in cui la giustizia cerca risposte a domande profonde sui criteri e sui controlli nel sistema dei trapianti.









