Restano gravi ma stabili le condizioni del bimbo di 2 anni e 4 mesi ricoverato all’Azienda Ospedaliera dei Colli, presidio Monaldi, dopo il trapianto di cuore effettuato il 23 dicembre 2025 con un organo risultato poi danneggiato durante il trasporto da Bolzano.
Alle ore 19 di lunedì 16 febbraio, secondo quanto comunicato dalla direzione sanitaria, il piccolo è ricoverato in terapia intensiva, sottoposto a stretto monitoraggio clinico e strumentale, in un quadro che permane di grave criticità, ma con parametri stabili.
L’Heart Team, sulla base della decisione del medico responsabile, ha ritenuto che il paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto. Il bambino è attualmente sostenuto da supporti meccanici che suppliscono alla funzione cardiaca e polmonare, mentre prosegue il confronto tra specialisti.
Nei giorni scorsi una Tac neurologica è stata eseguita per completare il quadro diagnostico e sarà oggetto di ulteriore valutazione congiunta.
Permangono infatti pareri discordanti tra centri specialistici: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha espresso un orientamento prudente sulla possibilità di un secondo trapianto, mentre l’équipe del Monaldi conferma la permanenza del piccolo in lista in attesa di un cuore compatibile.
Per garantire la migliore cura possibile, l’Azienda dei Colli ha attivato un confronto con i maggiori specialisti italiani in ambito di trapianto cardiaco pediatrico, coinvolgendo anche professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon.
Mercoledì è previsto un Heart Team allargato, con la presenza di esperti provenienti dai centri italiani con i più alti volumi di trapianto pediatrico. La rivalutazione collegiale al letto del paziente servirà non solo a riesaminare l’ipotesi di un nuovo trapianto tradizionale, ma anche a considerare eventuali ulteriori opzioni terapeutiche.
In questo contesto si inserisce l’iniziativa del legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, che ha annunciato contatti esplorativi con un cardiochirurgo dell’Ospedale Niguarda per valutare la possibilità di impiantare un cuore artificiale.
Secondo quanto riferito, il dispositivo potrebbe rappresentare un “ponte” in attesa di un nuovo organo compatibile. Tuttavia, dall’ospedale milanese è arrivata una precisazione: al momento non risulterebbe una presa in carico formale del caso. Ogni eventuale decisione dipenderà dalla valutazione clinica ufficiale e dalla documentazione completa.
Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sulle modalità di conservazione e trasporto del cuore trapiantato a dicembre. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di un’errata gestione delle temperature, che avrebbe compromesso l’organo prima dell’intervento.
La Direzione dell’Azienda dei Colli ha ribadito piena trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, assicurando che ogni decisione clinico-terapeutica viene assunta esclusivamente nell’interesse del paziente.
Il piccolo resta ricoverato sotto stretta osservazione, mentre continua la ricerca di un cuore compatibile attraverso la rete nazionale trapianti. I prossimi giorni saranno decisivi: l’esito dell’Heart Team potrà chiarire se procedere verso un nuovo trapianto tradizionale, valutare un supporto meccanico avanzato o adottare ulteriori strategie terapeutiche.
La famiglia, che non ha mai smesso di chiedere una soluzione, continua ad aggrapparsi alla speranza.











