Prosegue con nuove ombre la vicenda del piccolo Tommaso, il bimbo di due anni e quattro mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto lo scorso 23 dicembre un trapianto di cuore che sarebbe arrivato danneggiato durante il trasporto. La famiglia, già in lotta per la vita del bambino, ha reso noto oggi che, secondo il medico legale da loro incaricato, il bambino sarebbe “ormai inabile al trapianto”, complicando ulteriormente il quadro clinico e giudiziario del caso.
Tutto ha avuto inizio alla fine dello scorso dicembre, quando a Tommaso era stato assegnato un cuore da donatore presso il Monaldi, uno dei principali centri di cardiochirurgia e trapianti d’Italia. L’organo, proveniente da un ospedale di Bolzano, sembrava essere la speranza per il bambino affetto da grave malformazione cardiaca. Tuttavia, poco dopo il suo impianto si è scoperto che il cuore era stato seriamente compromesso dalla conservazione, probabilmente a causa dell’uso di ghiaccio secco invece di ghiaccio normale durante il trasporto, che può causare danni ai tessuti cardiaci sensibili.
Fin dall’inizio la vicenda è stata definita una “corsa contro il tempo” dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che aveva chiesto ripetutamente l’arrivo di un nuovo cuore in tempi rapidi per salvare la vita del piccolo. In un precedente appello il legale aveva dichiarato che serviva un nuovo organo entro 48 ore, altrimenti tutto sarebbe stato inutile.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità di tipo sanitario e organizzativo, con l’ipotesi di reato di lesioni colpose. Nel corso delle indagini i carabinieri del Nas di Napoli, su delega dell’autorità giudiziaria, hanno sequestrato il contenitore di trasporto dell’organo (il “box” progettato per conservarlo alla temperatura corretta) e disposto una perizia tecnica sul sistema di conservazione e trasporto.
Sono sei i sanitari iscritti nel registro degli indagati, tra medici e paramedici coinvolti sia nella fase di espianto dell’organo a Bolzano sia in quella di trapianto a Napoli. Alcuni dirigenti sanitari sono stati sospesi in via cautelare dalle loro funzioni.
La notizia più drammatica arriva dall’avvocato Petruzzi, che ha riferito che il medico legale incaricato dalla famiglia ha valutato che il bambino potrebbe essere ormai inabile a un nuovo trapianto di cuore, a causa delle grave compromissioni cliniche e degli effetti sistemici dovuti alla prima operazione con organo danneggiato.
Il legale ha spiegato che, nonostante questa valutazione preoccupante, la famiglia intende richiedere una seconda opinione clinica specialistica dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, per avere un parere terzo sulla condizione di trapiantabilità del piccolo. La decisione di rivolgersi a una struttura esterna nasce anche da un rapporto di fiducia ormai deteriorato con il centro che ha eseguito il trapianto.
Tommaso resta ricoverato in coma farmacologico nella terapia intensiva del Monaldi, sostenuto da macchine che ne mantengono le funzioni vitali. Secondo quanto già emerso, il bambino ha dovuto affrontare una grave emorragia post operatoria e le condizioni generali dei suoi organi sono al centro dell’attenzione clinica mentre la famiglia continua ad aspettare un possibile cuore compatibile.
La vicenda ha attirato l’attenzione anche del ministero della Salute, che ha inviato ispettori sia a Napoli sia a Bolzano per fare piena luce sulla gestione dell’organo dall’espianto al trapianto.
Mentre l’inchiesta si amplia e le perizie tecniche vanno avanti, la famiglia di Tommaso affronta una delle prove più difficili: valutare se sia ancora possibile salvare la vita del loro bambino, in un quadro clinico complesso e drammatico. La richiesta di una nuova valutazione medica presso una struttura di riferimento riflette la ricerca di ogni possibile strada per dare a Tommaso una chance di sopravvivenza.











