Dopo 12 anni di iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine al processo penale per la morte di Salvatore Giordano, il quattordicenne di Marano di Napoli rimasto gravemente ferito da un calcinaccio che si staccò dalla facciata della Galleria Umberto I e precipitando lo colpì alla testa il 5 luglio 2014. Il ragazzo morì in ospedale a Napoli alcuni giorni dopo il tragico incidente.
La massima corte italiana ha confermato in via definitiva le condanne già stabilite in appello per due dei principali imputati coinvolti nella vicenda: Bruno Mariano e Elio Notarbartolo, rispettivamente amministratore del condominio da cui si staccò il pesante frammento di stucco e il tecnico incaricato della struttura, sono stati ritenuti responsabili di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. Per entrambi la condanna definitiva è di due anni di reclusione, confermando quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Napoli.
Per il terzo imputato, Giovanni Spagnuolo, allora dirigente del Comune di Napoli, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il reato di disastro colposo; prescritti i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, ossia quei capi d’accusa relativi alle conseguenze più gravi della vicenda che si sono estinti per il decorso del tempo previsto dalla legge. In secondo grado Spagnuolo era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.
Con questa decisione la sentenza della Cassazione ha passato in giudicato per le due condanne confermate, ponendo termine all’iter penale dopo più di un decennio dalla tragedia.
La vicenda ha segnato profondamente la comunità locale e la famiglia di Salvatore. Quel pomeriggio di luglio 2014, il ragazzo si trovava con alcuni amici nei pressi dell’ingresso della Galleria Umberto I, lungo via Toledo, quando un pesante elemento decorativo si staccò dalla facciata, colpendolo improvvisamente alla testa. Dopo giorni di ricovero, il 14enne morì per le gravissime ferite riportate, lasciando un vuoto immenso tra i suoi cari e suscitando un forte riscontro mediatico sulla sicurezza degli edifici pubblici e dei monumenti storici.









