Una folla commossa ha accompagnato oggi l’ultimo saluto a Gaetano Russo, il panettiere di 61 anni brutalmente ucciso a coltellate all’interno della sua bottega di Piazza Sabotino a Sarno, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio scorso. I funerali, celebrati tra lacrime, applausi e richieste di giustizia, sono stati segnati dal toccante momento in cui la figlia di Gaetano ha letto una lettera dedicata al padre, provocando commozione profonda nelle persone presenti.
Durante la cerimonia religiosa, davanti a parenti, amici, autorità civiche e centinaia di cittadini, la figura di Russo è stata ricordata non solo come un commerciante stimato, ma come un “uomo perbene” e un padre devoto. La figlia, Cristina Russo, 19 anni, ha preso la parola leggendo una lettera intensa e drammatica in cui ha raccontato cosa è accaduto quella notte terribile e cosa il padre significasse per lei e per la sua famiglia.
Nel testo, Cristina ha ricordato con voce rotta dal pianto come suo padre abbia cercato di proteggere lei e la madre fino all’ultimo respiro, facendosi “scudo” contro l’aggressore. Ha rivissuto i momenti dell’assalto, quando l’uomo responsabile dell’omicidio, Andrea Sirica, secondo la ricostruzione, bussò alla porta del negozio e, dopo un’accesa discussione con lei, sferrò le coltellate che uccisero Gaetano.
Cristina ha detto che suo padre è “morto da eroe” perché ha cercato di difenderla e proteggere la famiglia fino all’ultimo momento, affermando che lui ha sempre preferito “aiutare piuttosto che apparire” e che era un uomo come solo un padre può esserlo.
Ha ricordato che non potrà assistere agli eventi più importanti della sua vita, dalla nascita della futura nipotina alle realizzazioni personali, perché “non avrò più nessuno ad esultare per i miei successi”.
«Ogni volta che chiudo gli occhi vedo quell’immagine», ha detto Cristina, ricordando il padre come “il mio respiro” e sottolineando la ferma richiesta di giustizia per chi ha tolto loro “tutto” con un gesto tanto feroce e insensato. In lacrime ha chiesto alle istituzioni e alla comunità di garantire che l’omicida resti in carcere per sempre e che **la memoria di suo padre venga onorata come esempio di amore, coraggio e dedizione familiare».
All’arrivo del feretro, coperto di rose rosse, la comunità sarnese ha osservato un minuto di silenzio, mentre sulle magliette dei presenti campeggiava la scritta “Vogliamo giustizia per Gaetano”. Anche il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, e altre autorità erano presenti per rendere omaggio all’uomo noto da decenni per il suo lavoro e la sua onestà.
La tragedia ha scosso profondamente l’intera cittadina, che da giorni chiede risposte, sicurezza e soprattutto giustizia per la famiglia Russo. L’accusa nei confronti di Sirica è di omicidio aggravato, mentre il dibattito pubblico resta acceso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle dinamiche che hanno portato a una simile, efferata aggressione.
La lettera della figlia, letta durante i funerali, ha trasformato il rito in un momento di intensa riflessione: non soltanto sul dolore personale e familiare, ma anche sull’importanza di preservare la memoria di chi ha dedicato la propria vita alla famiglia e alla comunità. Le parole di Cristina, intrise di amore e di richiesta di verità, sono diventate il simbolo del lutto collettivo e della determinazione di una famiglia che non intende arrendersi alla violenza subita.











