La Procura di Napoli Nord ha formalmente chiuso le indagini sul femminicidio di Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa ad Afragola lo scorso 26 maggio e ha contestato al 19enne ex fidanzato, Alessio Tucci, il reato di omicidio volontario pluriaggravato.
Martina era stata uccisa da Tucci, suo ex fidanzato, in un edificio abbandonato dove era stata trovata priva di vita con gravi ferite alla testa. Gli investigatori hanno ricostruito che la giovane non morì sul colpo, ma rimase incosciente per diverse ore prima di spirare.
La Procura (ufficio coordinato dal neo procuratore Domenico Airoma) ha ritenuto sussistenti diverse circostanze aggravanti nell’azione del 19enne: la minore età della vittima; il fatto che il delitto sia avvenuto nei confronti di una persona con cui Tucci aveva avuto una relazione sentimentale; l’aver approfittato di un luogo abbandonato, dove la ragazza non poteva chiedere aiuto e i motivi abietti e futili alla base dell’azione.
Queste aggravanti, secondo gli inquirenti, delineano un quadro in cui il gesto è stato compiuto senza una giustificazione seria e con piena consapevolezza del pericolo per la vittima.
Al giovane, già reo confesso, è contestato dunque l’omicidio volontario pluriaggravato. L’accusa ritiene che abbia agito spinto da motivi abietti e futili, ovvero ragioni di scarsissimo valore morale o sociale, e che abbia sfruttato deliberatamente il contesto isolato per impedire alla vittima di difendersi o chiedere aiuto.
Inizialmente, in base agli esiti dell’autopsia e alle prime ricostruzioni, era stata ipotizzata anche l’aggravante della crudeltà, collegata al modo in cui la ragazza era stata colpita e poi nascosta nel luogo del delitto. Tuttavia, successivamente tale aggravante è caduta, in quanto gli accertamenti hanno stabilito che i colpi inferti alla testa erano funzionali all’omicidio e non espressione di un accanimento specifico verso la vittima.
Ora che la Procura ha chiuso il fascicolo, gli atti saranno disponibili per le parti. Il legale di Tucci, l’avvocato Mario Mangazzo, ha dichiarato che sarà valutato se richiedere un interrogatorio del giovane o depositare memorie difensivea supporto della sua posizione.
La morte di Martina Carbonaro aveva suscitato profonda commozione e sdegno, non solo per la giovane età della vittima ma anche per il contesto del delitto, avvenuto in un luogo isolato dove la ragazza non poteva difendersi o cercare aiuto. La vicenda ha anche riacceso il dibattito sulla violenza nei rapporti giovanili e sulla necessità di interventi preventivi nelle relazioni tra adolescenti.











