Il 31 gennaio 2002, a Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, fu assassinato l’imprenditore edile Francesco Antonio Santaniello, 50 anni, titolare della Edil Santaniello, ucciso a colpi di pistola nel suo magazzino di materiali edili a Lauro.
Originario di Quindici, Santaniello aveva costruito con impegno e sacrificio la propria impresa dopo anni di lavoro in Germania, dove era emigrato giovanissimo per aiutare la famiglia. Tornato in Italia negli anni ’80, Fondò l’azienda specializzata in materiali da costruzione, che divenne in breve punto di riferimento per il settore nel Vallo di Lauro e oltre.
Quella sera, poco dopo le 17, Francesco stava chiudendo il suo magazzino in via Pietà quando fu raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco calibro .22, sparati da distanza ravvicinata con un silenzatore, colpendolo alla schiena e alla spalla. Il figlio Arturo, presente nel capannone, lo trovò riverso in una pozza di sangue e tentò di soccorrerlo: Santaniello fu trasportato immediatamente all’ospedale di Nola, ma morì poco dopo a causa delle gravi ferite.
Le autorità, fin dai primi rilievi, ricollegarono l’omicidio alla camorra e alle dinamiche estorsive del racket locale. Santaniello era noto per la sua ferma opposizione alle richieste di “pizzo” avanzate dai clan che esercitavano pressione sugli imprenditori della zona, rifiutando ogni forma di pagamento o compromesso con la criminalità organizzata.
Il suo omicidio evidenziò, ancora una volta, come la camorra non abbia scrupoli nel colpire chiunque si ribelli alla logica del controllo e della violenza. Il duplice significato dell’omicidio, come vendetta trasversale e come monito a chi osa opporsi al racket, rimane tuttora al centro delle riflessioni sulla violenza mafiosa in Campania.
La figura di Francesco Santaniello, soprannominato “Totonno” da chi lo conosceva per la sua umanità e laboriosità, è stata ricordata negli anni successivi non solo dalla sua famiglia ma anche da associazioni civiche impegnate nella memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. In diverse occasioni, tra cui la Giornata della memoria e dell’impegno in memoria delle vittime delle mafie, il suo nome è stato letto e commemorato per sottolineare il valore della legalità e del coraggio civico di chi non si piega alla paura.











