Il 18 gennaio 2017, una imponente valanga di circa 120 000 tonnellate si staccò dal versante del Monte Siella e travolse l’Hotel Rigopiano, un resort montano sulle pendici del Gran Sasso nel comune di Farindola (provincia di Pescara). All’interno c’erano circa 40 persone tra ospiti e personale: alla fine furono 29 le vittime e 11 i sopravvissuti dopo ore di travagliati soccorsi sotto la neve e le macerie.
Oggi, a nove anni di distanza, la tragedia resta una ferita aperta per le famiglie delle vittime e per le comunità abruzzesi e italiane. In molti ricordano quelle ore drammatiche, tra dolore, polemiche e un impegno continuo perché eventi simili non si ripetano.
In Abruzzo e oltre si svolgono cerimonie commemorative per ricordare chi ha perso la vita quel giorno. A Rigopiano e a Farindola si ritrovano familiari, amici, istituzioni e cittadini per onorare la memoria delle vittime e riflettere sull’importanza della prevenzione dei rischi naturali.
Le iniziative di quest’anno sono accompagnate anche dal pensiero rivolto ad altre tragedie montane, come quella di Crans Montana, in un contesto in cui il rapporto tra uomo e ambiente montano resta al centro del dibattito pubblico.
La storia di Rigopiano continua a essere raccontata anche in nuovi formati mediatici. Ad esempio, podcast e docuserie ripercorrono i fatti con testimonianze inedite di sopravvissuti e dei familiari, cercando di dare voce alle persone coinvolte direttamente in quella tragedia.
Negli ultimi anni sono proseguiti gli iter giudiziari legati all’accaduto. La Cassazione ha evidenziato che la mancata pulizia della strada d’accesso alla struttura avrebbe potuto influire drasticamente sul bilancio delle vittime, tanto da disporre un appello bis per alcune posizioni imputate.
Processi e sentenze sono stati aggiornati più volte, con rinvii e approfondimenti nelle sedi giudiziarie competenti, portando spesso i familiari delle vittime a chiedere verità e giustizia per quell’evento drammatico.
La ricerca scientifica ha ricostruito con precisione il momento in cui la valanga si staccò e colpì l’hotel: il distacco dal Monte Siella avvenne a 15:41:59 UTC, e circa 80 secondi dopo l’enorme massa di neve investì la struttura a una velocità di quasi 100 km/h, rendendo quasi impossibile ogni reazione da parte delle persone al suo interno.
La tragedia di Rigopiano non è solo un triste evento storico: ha posto interrogativi cruciali su prevenzione dei rischi naturali, gestione delle emergenze, controllo del territorio e responsabilità istituzionali, questioni che restano di grande attualità in un Paese come l’Italia, spesso esposto a fenomeni naturali estremi.










