Nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio a Napoli si è verificato un inquietante episodio di tentato incendio ai danni del portone d’ingresso di un’abitazione in via Carlo De Marco, nel quartiere Stella. Il gesto, che non ha causato feriti né un incendio sviluppato, è al centro delle indagini dei carabinieri della pattuglia mobile, intervenuti sul posto per i rilievi del caso.
L’abitazione colpita è quella di un 45enne che è padre di uno dei giovani fermati per il grave ferimento con accoltellamento del calciatore 18enne Bruno Petrone, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 dicembre a Chiaia, nella zona dei baretti della movida napoletana. Petrone, giocatore dell’Angri e reduce da un lungo periodo di ricovero dopo l’aggressione, è stato dimesso dall’ospedale nei giorni scorsi. Sulla vicenda dell’accoltellamento che ha ferito gravemente i l18enne, le indagini coordinate dalla Procura di Napoli hanno portato al fermo di quattro giovani, tutti minorenni, con l’accusa di tentato omicidio, mentre un quinto indagato è stato denunciato. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura cautelare in carcere per i quattro minorenni.
Le forze dell’ordine non escludono che il tentato incendio al portone possa essere un gesto intimidatorio collegato alla vicenda Petrone, ma le verifiche sono in corso e gli investigatori mantengono aperte tutte le piste, inclusa quella dolosa. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire dinamica e movente del tentativo di incendio e per verificare eventuali responsabilità dirette o indirette collegate ai fatti di cronaca che hanno scosso la città nelle ultime settimane.











