Dopo i gravi fatti di via Chiaia che lo videro vittima di una violenta aggressione che lo ha ridotto in fin di vita lo scorso dicembre, il giovane calciatore 18enne Bruno Petrone ha finalmente lasciato l’ospedale e torna a casa, circondato dall’affetto dei suoi cari. La notizia, accolta con sollievo da familiari, amici e tifosi, è accompagnata da una lettera di ringraziamento intensa e commovente scritta dai genitori, che raccontano i giorni difficili della paura, della lotta e della speranza.
Nella lunga lettera pubblica, mamma e papà non risparmiano parole di gratitudine per tutti coloro che, con competenza e umanità, hanno seguito Bruno nei momenti più drammatici: dalla dottoressa del primo soccorso ai medici dell’ambulanza, fino ai reparti di rianimazione e chirurgia. Un grazie speciale va anche alla dottoressa del Pronto Soccorso del presidio San Paolo, definita “un angelo che è arrivato nel momento più buio”, e a tutti i professionisti sanitari che hanno lavorato per salvare la vita del figlio.
Nel loro messaggio, i genitori sottolineano il coraggio di Bruno, che non ha mollato nemmeno nei momenti di maggior difficoltà, dimostrando una forza che li ha aiutati a non perdere la speranza. Ringraziano inoltre il primario che ha operato Bruno d’urgenza la sera dell’aggressione e il personale del reparto di Rianimazione, in particolare il dottor Arcopinto e il primario Ferrara, non solo per la professionalità, ma soprattutto per l’umanità mostrata, riuscendo così ad attenuare l’angoscia dei genitori.
La gratitudine si estende anche alle guardie giurate dell’ospedale, apprezzate per la comprensione e il rispetto verso una famiglia provata dal dolore, e al team chirurgico dell’Ospedale del Mare, che ha proseguito le cure con attenzione e responsabilità. I genitori concludono chiedendo scusa se qualcuno non è stato nominato nella lettera, ma assicurano che ognuno di loro resterà per sempre nei loro ricordi.
«Avete salvato nostro figlio — scrivono — ma avete fatto di più: avete sostenuto due genitori mentre il mondo stava crollando». La missiva si chiude con un semplice ma potente: “Grazie. Con tutto il cuore”, firmato dai genitori di Bruno.











