La notte di Capodanno 2026 si è trasformata in una delle tragedie più drammatiche della recente storia europea quando, poco dopo l’1:30 del 1° gennaio, un incendio di enorme violenza è scoppiato all’interno del locale Le Constellation nella località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese, in Svizzera. Quel che era iniziato come una festa per celebrare l’inizio del nuovo anno si è trasformato in un inferno che ha lasciato un segno indelebile su decine di famiglie e comunità di molte nazioni.
Le autorità svizzere hanno confermato che il bilancio definitivo della tragedia è di 40 persone decedute e 119 feriti. Molti dei feriti presentano ustioni gravi e ferite da fumo, mentre alcuni hanno dovuto essere trasferiti in centri specializzati in altre città svizzere e in ospedali europei per cure intensive.
Le operazioni di identificazione delle vittime, ostacolate in molti casi dal fatto che i corpi sono stati severamente danneggiati dalle fiamme, si sono concluse con la piena identificazione di tutti i 40 morti. Le autorità hanno quindi restituito i corpi ai rispettivi familiari.
Secondo i dati ufficiali raccolti dalle forze dell’ordine, le persone decedute appartenevano a diverse nazionalità e fasce d’età, molte delle quali molto giovani. Una parte consistente delle vittime era composta da minorenni o persone sotto i 30 anni, riflettendo il profilo demografico dei frequentatori del locale quella notte.
Oltre alla popolazione locale svizzera, tra le vittime e i feriti si contano cittadini europei di Italia, Francia, Portogallo, Belgio, Romania, Turchia e altre nazionalità, oltre ad alcune persone con doppia cittadinanza.
Tra i 119 feriti si trovano persone con ustioni, traumi da panico e intossicazione da fumo. Molti di loro sono stati trasferiti nei reparti di terapia intensiva e centri per il trattamento di ustioni estese, che hanno lavorato a pieno regime per gestire un afflusso così massiccio di pazienti.
Per far fronte alla crisi sanitaria sono state impiegate decine di ambulanze, elicotteri di soccorso e team sanitari specializzati. Diverse nazioni europee, tra cui Italia, Francia e Germania, hanno offerto supporto medico e logistico per assistere i feriti trasferiti oltre i confini svizzeri.
Le autorità elvetiche hanno aperto un’inchiesta penale nei confronti della gestione del locale e degli organizzatori dell’evento, ipotizzando reati quali omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Tra le prime piste investigative c’è l’ipotesi che l’incendio sia stato causato dall’uso di petardi o bengala/candele pirotecniche poste sui tavoli o vicino al soffitto, che avrebbero innescato un rapido e devastante rogo.
Una delle questioni principali al centro delle verifiche riguarda la sicurezza antincendio del locale, la presenza e l’accessibilità delle vie di fuga, il numero di persone presenti e l’adeguatezza dei materiali utilizzati nel design degli interni.
La tragedia di Crans-Montana ha suscitato un’ondata di commozione internazionale. In Svizzera è stato proclamato un periodo di lutto nazionale, con minuti di silenzio, celebrazioni pubbliche e mobilitazione delle comunità locali per onorare le vittime. Molte famiglie si sono recate sul luogo del disastro per deporre fiori, messaggi e ricordare collettivamente chi è stato strappato alla vita in un momento di festa.
La comunità internazionale ha espresso solidarietà alle famiglie colpite e al popolo svizzero, mentre l’attenzione resta alta per il prosieguo delle indagini e per le misure che potranno prevenire simili tragedie in futuro.











