Il 18 novembre 1988 a Santa Margherita Belice, in provincia di Agrigento, veniva assassinato Giuseppe Montalbano, 56 anni, medico condotto molto conosciuto e stimato nella comunità belicina. Un delitto che sconvolse l’intero paese e che ancora oggi viene ricordato come uno dei più efferati compiuti nella zona in quegli anni.
Giuseppe Montalbano era un professionista apprezzato per disponibilità e competenza. Da anni prestava servizio come medico di famiglia, spesso intervenendo anche fuori dall’orario di lavoro per assistere i cittadini più bisognosi. La sua figura rappresentava un punto di riferimento in un territorio segnato da fragilità sociali e tensioni legate alla presenza criminale.
La sera del 18 novembre 1988, Montalbano stava rientrando a casa dopo aver concluso le visite della giornata. Fu in quel momento che venne raggiunto da uno o più killer che gli spararono numerosi colpi d’arma da fuoco, senza lasciargli scampo. L’agguato avvenne in una zona periferica del paese, dove il medico era solito transitare.
Fin dall’inizio gli investigatori esclusero la pista della criminalità comune: l’esecuzione appariva troppo precisa e determinata. L’ipotesi principale fu quella di un omicidio legato a dinamiche mafiose, probabilmente per punire o intimidire una figura considerata scomoda o non allineata agli interessi locali.
Montalbano, infatti, era noto per il suo carattere integro e per la volontà di mantenere un comportamento corretto e trasparente anche in situazioni delicate. Una posizione che avrebbe potuto irritare ambienti criminali del territorio.
Nonostante gli sforzi degli investigatori, le indagini non portarono rapidamente a una verità processuale chiara e definitiva. Il caso rimase avvolto nell’ombra di ipotesi non confermate, tipiche degli anni in cui la mafia agrigentina esercitava un forte controllo sul territorio e sul silenzio dei cittadini.
A distanza di decenni, il nome di Giuseppe Montalbano continua a essere ricordato come simbolo di professionalità e dedizione civile. Ogni anno, nella ricorrenza della sua morte, viene commemorato da colleghi, istituzioni e cittadinanza. La sua figura è divenuta esempio di chi ha servito la propria comunità senza piegarsi a pressioni o paure.











