Lo avevano annunciato con fermezza nel giorno del loro 88° compleanno: “Ce ne andremo insieme”. Alice ed Ellen Kessler hanno mantenuto la loro promessa, scegliendo il suicidio assistito nella loro casa di Monaco di Baviera, dove vivevano in appartamenti comunicanti. Una decisione tanto potente quanto intima, che racchiude in sé una vita di affetti, consapevolezza e una visione profondamente personale della libertà
Dietro la loro scelta, le sorelle hanno lasciato parole di incredibile delicatezza e riflessione — un vero testamento umano e spirituale, raccolto in un’intervista con Bild. «Il nostro desiderio è andarcene insieme, lo stesso giorno», hanno dichiarato. «L’idea che a una delle due capiti prima è molto difficile da sopportare». Per loro, la morte non è un evento da subire, ma una scelta da governare insieme.
Hanno inoltre espresso un desiderio molto concreto: che le loro ceneri siano mescolate in un’urna comune, insieme a quelle della madre, per rimanere unite anche nella morte. «L’urna comune fa risparmiare spazio. Al giorno d’oggi si dovrebbe risparmiare spazio ovunque. Anche al cimitero», hanno spiegato.
Le gemelle Kessler non erano nuove a riflessioni sul fine vita. Da tempo avevano manifestato la volontà di restare unite, anche nell’aldilà, e avevano redatto testamenti molto dettagliati.
In passato avevano persino stretto un “patto”: se una delle due fosse finita in stato vegetativo, l’altra avrebbe voluto aiutarla a morire. «Se una cade in stato vegetativo, l’altra l’aiuta a morire», dichiarò Alice in un’intervista.
Le loro ultime volontà contengono anche elementi non convenzionali. Oltre a voler condividere l’urna con la madre, desideravano che fossero inclusi i resti del loro amato barboncino Yello, morto all’età di 14 anni.
Tuttavia, non tutte queste richieste erano facilmente realizzabili: secondo la legge bavarese, ad esempio, non è permesso seppellire due persone nella stessa urna, né tumulare un animale in un cimitero umano.
La loro visione non si fermava alla morte. Nel testamento avevano disposto anche la distribuzione della loro eredità in favore di organizzazioni benefiche. Originariamente volevano donare tutto a Medici Senza Frontiere, ma in seguito decisero di suddividere il tutto più equamente: tra i beneficiari figurano la Christian Blind Mission (CBM), l’Unicef e la Paul Klinger Künstlersozialwerk, un’organizzazione che sostiene artisti in difficoltà.
La scelta di Alice ed Ellen Kessler non è solo una decisione personale: è un messaggio potente sul diritto di decidere del proprio corpo, della propria vita e della propria morte. In un mondo dove il tema del fine vita rimane ancora tabù in molti contesti, loro hanno vissuto fino alla fine secondo i propri valori, rifiutando che qualcun altro imponesse loro il momento o le modalità della loro dipartita.
Hanno scelto di essere libere fino all’ultimo istante. E per loro, la libertà significava andare via insieme.










