Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata nel pomeriggio di venerdì 25 ottobre nel territorio dell’Irpinia, facendo sobbalzare centinaia di abitanti e risvegliando antichi timori legati alla sismicità del territorio.
L’evento sismico è avvenuto alle 14:40 con epicentro localizzato a circa 1 km a est di Grottolella, in provincia di Avellino.
Il sisma ha avuto ipocentro a 16 chilometri di profondità.
La scossa è stata chiaramente percepita nei comuni dell’area irpina, fino alla città di Avellino, situata a breve distanza dall’epicentro.
Diverse segnalazioni sono arrivate da zone lontane, fino a Napoli, Salerno e Benevento, dove in molti hanno avvertito un naturale tremore diffuso.
Non risultano danni a persone o strutture segnalati. Tuttavia, le chiamate ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile sono state numerose: molti cittadini si sono riversati per strada spaventati.
Le autorità hanno già attivato verifiche tecniche sugli edifici più vulnerabili e le zone prossime all’epicentro, con sopralluoghi a titolo precauzionale
L’Irpinia rappresenta una zona notoriamente sismica, con una storia che ha lasciato ferite profonde: il sisma più famoso è quello del 23 novembre 1980, quando un terremoto di magnitudo 6,9 colpì l’area campano-lucana tra Avellino, Salerno e Potenza, causando oltre 2.700 vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di sfollati.
Nel tempo l’area è stata uniforme oggetto di studi sismici approfonditi, che hanno evidenziato la presenza di faglie attive e meccanismi geologici complessi nel sottosuolo. Eventi più recenti, come una scossa di magnitudo 3,5 nella zona di Bonito avvenuta nel corso delle passate settimane, ricordano come il territorio resti in uno stato di instabilità latente.











