Sabato 18 ottobre, i giornalisti del Sole 24 Ore hanno proclamato uno sciopero in risposta all’affidamento dell’intervista alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla collaboratrice esterna Maria Latella, anziché a membri interni della redazione. L’intervista è stata pubblicata nonostante la presenza di due giornalisti del quotidiano alla conferenza stampa sulla manovra a Palazzo Chigi, suscitando una forte protesta da parte del Comitato di Redazione (Cdr). L’assemblea dei giornalisti ha votato all’unanimità l’astensione dal lavoro per sabato 18 ottobre, con l’intenzione di non far uscire il giornale in edicola e di non aggiornare il sito web.
Nonostante lo sciopero, la direzione ha deciso di pubblicare comunque il quotidiano, riducendo però la foliazione a sole 20 pagine. Il direttore Fabio Tamburini ha inizialmente proposto di firmare congiuntamente l’intervista con Maria Latella, ma di fronte al rifiuto del Cdr di revocare lo sciopero, ha scelto di procedere con la pubblicazione.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) ha espresso solidarietà ai colleghi, definendo la protesta una “giusta difesa della dignità della professione”. Anche altri sindacati regionali, come il Sindacato Giornalisti Veneto (SGV), hanno manifestato sostegno, sottolineando che l’uso di collaboratori esterni per servizi di primo piano rappresenta un precedente pericoloso che mina l’autonomia professionale e la libertà di informazione.
L’intervista a Giorgia Meloni è stata criticata per il suo contenuto, considerato da alcuni come una “carta straccia” dei principi fondamentali dell’informazione libera e democratica. Il Cdr ha denunciato un’azione antisindacale da parte della direzione, accusando l’editore e il direttore di aver agito come “padroni anni ’50”, ignorando le prerogative sindacali e professionali della redazione.
Questo sciopero evidenzia le tensioni in corso nel panorama giornalistico italiano, dove le redazioni difendono con fermezza la propria autonomia editoriale e professionale di fronte a decisioni aziendali che ritengono lesive della qualità e dell’indipendenza dell’informazione.
Lo scontro in corso segna un momento critico per il gruppo editoriale e per l’editoria italiana in generale, con alcune implicazioni:
- Autonomia professionale in pericolo
Il caso pone al centro il tema della libertà e dell’autonomia redazionale: fino a che punto le direzioni aziendali possono intervenire nelle scelte editoriali che riguardano i giornalisti interni? - Rapporto editoria-istituzioni
L’uso di collaboratori esterni per interviste di spessore politico-alto solleva dubbi sul confine tra informazione libera e scelte strategiche di comunicazione. - Credibilità verso il pubblico
Per i lettori, il fatto che un giornale venga pubblicato durante uno sciopero (pur con un numero ridotto) rischia di minare la fiducia nella qualità e nell’indipendenza del prodotto editoriale. - Precedenti storici
Il Cdr sottolinea che non ricorda un episodio simile nei 160 anni di storia del Sole 24 Ore: lo sciopero e l’uscita “coatta” sarebbero un fatto eccezionale e simbolico.
Con il rifiuto di far uscire il giornale nelle edicole e un piano di agitazione già avviato, i giornalisti del Sole 24 Ore intendono alzare la posta: chiedono rispetto per la loro professionalità e difesa dell’autonomia redazionale. I prossimi giorni saranno determinanti per capire se ci sarà un ricomposizione del conflitto o un’escalation nello scontro interno.











