La notte dell’11 ottobre del 2001, Salvatore Arcuri, 24 anni, un giovane descritto da tutti come “un bravo ragazzo”, viene assassinato nella zona della spiaggia presso il fiume Lao a Scalea. Il suo corpo fu trovato avvolto dalle fiamme, all’interno dell’automobile, in un gesto che ha fatto ipotizzare fin da subito caratteristiche da esecuzione in stile mafioso.
Le circostanze: la sera dell’11 ottobre Salvatore percorreva la strada statale 18 fino alla periferia sud di Scalea. L’auto, una Golf blu di sua proprietà, fu vista svoltare in una strada secondaria che porta vicino alla costa, con canneti e zone isolate, poco distante dal fiume Lao.
Intorno alle 22:30 alcuni passanti affermano di aver notato delle fiamme provenire dall’auto parcheggiata. Il corpo è stato poi ritrovato nel sedile posteriore, riverso su un fianco. Dalle ricostruzioni, non sembrano esserci tracce evidenti di colluttazione sul luogo, secondo le fonti.
Malgrado l’efferatezza del delitto e la mobilitazione della comunità, il caso rimase irrisolto.
Nel 2010 la Procura archiviò le indagini senza individuare colpevoli. Nonostante alcuni spunti investigativi, nessuna persona è mai stata imputata ufficialmente.
La famiglia di Salvatore, in particolare il fratello Stefano Arcuri, non ha mai smesso di chiedere chiarezza, giustizia, e di sollevare critiche sulle carenze investigative: a loro avviso indagini frettolose, poca trasparenza, scarsa attenzione da parte delle istituzioni.
Nel corso degli anni Scalea ha organizzato momenti commemorativi: anniversari, eventi pubblici, dibattiti — anche per mantenere viva la memoria di Salvatore e per non lasciare il suo caso cadere nell’oblio.
Nel 2024 è stato avviato il progetto per la realizzazione del Parco inclusivo “Salvatò”, dedicato alla memoria di Salvatore Arcuri. Si tratta di un’area verde pubblica riqualificata, con giochi pensati anche per bambini con disabilità, panchine, fontanella, illuminazione, ubicata in Piazza Aldo Moro, vicino al Monumento ai Caduti.
Questa iniziativa è sostenuta dall’associazione Skalea Solidale Odv, insieme a risorse pubbliche e raccolte locali. L’idea è anche quella che il parco sia un segno tangibile di memoria, di impegno civile e di speranza affinché il nome di Salvatore non venga dimenticato.










