Il 10 ottobre 1990, Giuseppe Aiello, un ragazzo di 12 anni di Caltagirone, veniva brutalmente assassinato nelle campagne di contrada Racineci. Quel giorno, Giuseppe si trovava nell’ovile del pastore Giacomo Grimaudo, un uomo con precedenti penali per abigeato, per aiutare la famiglia durante il suo tempo libero dalla scuola. Un commando di sicari giunse sul posto e uccise Grimaudo. Giuseppe, testimone involontario dell’omicidio, fu eliminato per evitare che potesse testimoniare. Fu colpito da sei colpi di arma da fuoco, alcuni dei quali alla testa.
La morte di Giuseppe Aiello rappresenta una delle pagine più dolorose della storia recente di Caltagirone. Un bambino, innocente e laborioso, che ha perso la vita per aver assistito a un atto di violenza mafiosa. La sua tragica fine ha scosso profondamente la comunità locale e ha acceso i riflettori sulla brutalità della criminalità organizzata.
Per onorare la memoria di Giuseppe, la città di Caltagirone ha intrapreso diverse iniziative. Una delle più significative è la realizzazione dell’opera murale intitolata “Nessuna Colpa”, creata dall’artista Ligama. L’opera, inaugurata nel gennaio 2025, è stata realizzata su iniziativa della Fondazione Federico II e dedicata alla memoria del piccolo Giuseppe.
Inoltre, nel settembre 2023, è stata inaugurata la “Scala della Legalità” in via Paglia, nel cuore del centro storico di Caltagirone. Un gradino di questa scala è stato dedicato a Giuseppe Aiello, come simbolo di impegno contro ogni forma di criminalità e mafia.
La memoria di Giuseppe Aiello continua a vivere nel cuore della comunità di Caltagirone. Le iniziative artistiche e culturali in suo onore sono testimonianza di un impegno collettivo per non dimenticare le vittime innocenti della mafia e per educare le nuove generazioni alla legalità. Giuseppe, con la sua tragica fine, ha lasciato un segno indelebile nella storia della città, diventando simbolo di speranza e di lotta contro la criminalità organizzata.










