Il 10 ottobre 1980, a Cittanova (RC), furono assassinati Giuseppe Giovinazzo, un muratore di 26 anni, e Girolamo Galasso, un giovane di 25 anni. I due si stavano recando in campagna per mangiare una pizza con gli amici quando furono uccisi a colpi di fucile in contrada Vatone, a bordo dell’auto di Galasso. Entrambi erano estranei alla malavita e la loro morte è stata attribuita a un errore di valutazione da parte dei killer, che li scambiarono per altre persone coinvolte in attività illecite.
Secondo i carabinieri, Giovinazzo e Galasso probabilmente avevano visto o sentito qualcosa che non dovevano e furono eliminati per evitare che diventassero testimoni scomodi. Giuseppe Giovinazzo lasciò un figlio di 3 anni e una moglie incinta di 4 mesi.
Nonostante le indagini, i colpevoli non sono mai stati individuati e nessun processo è stato celebrato. La loro morte rimane uno dei tanti omicidi irrisolti legati alla ‘ndrangheta.
Oggi, la memoria di Giuseppe Giovinazzo e Girolamo Galasso è onorata attraverso iniziative che ne ricordano il coraggio e la dignità. Le loro storie sono un monito contro la criminalità organizzata e un invito a non arrendersi mai.










