Si è spento all’età di 88 anni Paolo Bonacelli, uno degli interpreti più raffinati e versatili del panorama cinematografico e teatrale italiano. Attore di lungo corso, Bonacelli ha attraversato oltre sei decenni di cinema d’autore, lavorando con alcuni dei più grandi registi della storia, da Pier Paolo Pasolini a Jim Jarmusch, da Roberto Rossellini a Liliana Cavani.
Nato a Roma nel 1937, Bonacelli si era formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Dopo gli esordi in teatro, si impose sul grande schermo grazie alla collaborazione con Pasolini, che lo volle in Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), film tanto controverso quanto fondamentale nella storia del cinema.
Negli anni successivi, Bonacelli divenne un volto familiare per il pubblico italiano, interpretando ruoli di grande intensità in opere come La caduta degli dei di Visconti, Midnight Express di Alan Parker – per il quale ricevette riconoscimenti internazionali – e Il marchese del Grillo di Mario Monicelli, dove affiancò un indimenticabile Alberto Sordi.
Dotato di una recitazione profonda, mai banale, Bonacelli amava definire il proprio mestiere come “un viaggio dentro l’animo umano”. Capace di passare dal dramma alla commedia con disinvoltura, aveva lavorato anche con registi come Jim Jarmusch (Night on Earth), Roberto Faenza e Giuseppe Tornatore.
Nel corso della sua carriera, ha ottenuto premi e riconoscimenti per la sua eleganza interpretativa e la dedizione totale al teatro, che non ha mai abbandonato.
Artista schivo, lontano dai riflettori, Bonacelli lascia un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo. Colleghi e registi lo ricordano come “un attore d’altri tempi, capace di portare in scena l’anima dei personaggi, non solo le parole”.
Con la sua scomparsa, il cinema italiano perde uno dei suoi interpreti più colti e intensi, un vero gentiluomo della recitazione che ha saputo restare fedele all’arte fino alla fine.










