Il 9 ottobre 2018, il piccolo borgo di Scaliti di Filandari, nel Vibonese, fu teatro di una tragedia che scosse profondamente la comunità calabrese. Francesco Vangeli, un giovane di 26 anni, scomparve senza lasciare tracce, vittima di una lupara bianca, un omicidio mafioso in cui il corpo della vittima viene fatto sparire per impedire l’identificazione e il processo.
Secondo le indagini, la causa scatenante della tragedia fu una relazione sentimentale. La fidanzata di Vangeli aveva avuto una breve relazione con Antonio Prostamo, nipote di un boss della ‘ndrangheta locale. Prostamo, geloso e desideroso di vendetta, avrebbe attirato Francesco in una trappola mortale. La sera del 9 ottobre, Vangeli uscì di casa con l’intenzione di incontrare Prostamo, ma non fece mai ritorno. Il giorno successivo, la sua auto fu ritrovata carbonizzata, ma di lui nessuna traccia.
Le indagini portarono a ipotizzare che Vangeli fosse stato ucciso con un colpo di fucile, messo in un sacco di plastica e gettato nel fiume Mesima. Tuttavia, il suo corpo non è mai stato ritrovato, e le ricerche nel fiume e nelle aree circostanti non hanno dato esito. Nel 2025, Antonio Prostamo, accusato di essere uno degli esecutori dell’omicidio, è stato scarcerato, ma il caso rimane irrisolto e il corpo di Francesco Vangeli non è stato restituito alla famiglia.
La madre di Francesco, Elsa Tavella, non ha mai smesso di cercare risposte. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della scomparsa, la comunità di Scaliti si riunisce per ricordare il giovane e chiedere giustizia. Nel 2024, a sei anni dalla scomparsa, Libera ha organizzato un incontro con gli studenti per sensibilizzare sulla memoria delle vittime innocenti della ‘ndrangheta. Durante l’incontro, la madre ha espresso il suo dolore e la sua speranza: “Lo sto ancora aspettando. Lo aspetto da quella maledetta sera di sei anni fa, quando mi ha detto ‘mamma ciao, ci vediamo dopo’”.
Nonostante il silenzio delle istituzioni e l’assenza di un corpo, la storia di Francesco Vangeli è diventata simbolo di resistenza e speranza. La sua vicenda è stata raccontata in numerosi articoli e reportage, mantenendo viva la memoria e la richiesta di verità. Ogni anno, la sua comunità si stringe attorno alla famiglia, rinnovando l’impegno per la giustizia e la legalità.
Francesco Vangeli è solo uno dei tanti giovani calabresi vittime della ‘ndrangheta. La sua storia, però, continua a vivere nel cuore di chi ha lottato e continua a lottare per un futuro libero dalla mafia.










