Con l’arrivo dell’autunno, la passione per la raccolta dei funghi torna a coinvolgere migliaia di italiani. Tuttavia, dietro l’emozione della ricerca nel bosco si nasconde un pericolo serio: l’avvelenamento da funghi tossici o velenosi. Ogni anno in Italia si registrano centinaia di casi di intossicazione, spesso dovuti a scarsa conoscenza o fiducia eccessiva nelle “ricette della tradizione”.
Le cause più comuni delle intossicazioni
- Errore di identificazione: molte specie tossiche somigliano a quelle commestibili.
- Raccolta frettolosa o scarsa illuminazione: il colore o la forma possono trarre in inganno.
- Fiducia nei metodi popolari (“se il fungo annerisce l’aglio è velenoso”, “se lo mangiano gli animali è sicuro”): sono falsi miti privi di base scientifica.
- Conservazione o cottura errata: anche alcune specie commestibili possono diventare tossiche se mal conservate o crude.
I funghi più velenosi e pericolosi in Italia
1. Amanita phalloides (Ovolo verde)
- È il fungo più letale al mondo.
- Ha un cappello verde-oliva e un gambo bianco con volva alla base.
- Contiene amanitina, una tossina che distrugge il fegato e i reni.
- I sintomi (nausea, vomito, dolori addominali) compaiono dopo 6–12 ore, quando il danno epatico è già in corso.
2. Amanita verna e Amanita virosa
- Simili alla phalloides ma di colore bianco.
- Estremamente tossiche anche in piccole quantità.
3. Cortinarius orellanus (Cortinario bruno-arancio)
- Causa gravi danni renali con sintomi anche dopo 2 settimane dall’ingestione.
- Spesso confuso con specie commestibili come i chiodini.
4. Galerina marginata
- Tossico mortale simile all’Amanita phalloides per effetto sul fegato.
- Può crescere sugli stessi tronchi di funghi commestibili come gli armillari.
5. Entoloma lividum (Falso chiodino o Entoloma sinuatum)
- Provoca forti disturbi gastrointestinali.
- Spesso confuso con i prataioli (Agaricus).
6. Omphalotus olearius (Falso chiodino)
- Ha un colore arancione vivo e cresce su ceppi d’albero, spesso vicino ai veri chiodini.
- Causa nausea, vomito e dolori intensi, ma non è mortale.
Come riconoscere i funghi velenosi
Non esiste un metodo casalingo infallibile per distinguere i funghi velenosi da quelli commestibili. Tuttavia:
- Osserva bene la volva (una specie di sacchetto alla base del gambo): se c’è, non raccogliere.
- Diffida dei funghi con cappello verde, bianco o arancione vivo.
- Non fidarti dell’odore o del sapore: alcune specie letali sono profumate e gradevoli.
- Evita i funghi troppo giovani o troppo vecchi: sono difficili da identificare.
- Porta sempre con te una guida illustrata o, meglio, fai controllare il raccolto da un esperto micologo ASL (il servizio è gratuito).
Cosa fare in caso di sospetta intossicazione
- Chiama subito il 118 o il Centro Antiveleni (es. Milano 02 66101029, Roma 06 3054343, Pavia 0382 24444).
- Non tentare rimedi casalinghi: bere latte, vomitare o assumere farmaci può peggiorare la situazione.
- Conserva i resti dei funghi (anche quelli cucinati): aiuteranno i medici a identificare la specie.
- Annota i tempi di comparsa dei sintomi: è utile per la diagnosi.
Come raccogliere in sicurezza
- Raccogli solo specie che conosci perfettamente.
- Evita zone inquinate, margini di strade o discariche: i funghi assorbono metalli pesanti.
- Non mischiare funghi diversi nello stesso contenitore.
- Porta sempre il raccolto a far controllare da un ispettorato micologico della ASL locale.











