Un aereo charter con a bordo 26 cittadini italiani, membri della Global Sumud Flotilla, è decollato ieri da Eilat, in Israele, diretto a Istanbul. Lo ha confermato la Farnesina, precisando che i connazionali saranno assistiti dal Consolato Generale a Istanbul per le coincidenze con gli aeroporti italiani di destinazione e per l’eventuale rilascio di documenti di viaggio provvisori.
Il gruppo ha accettato di firmare il foglio di via, consentendo una procedura accelerata per il rimpatrio. Restano in Israele altri 15 italiani che non hanno sottoscritto il documento e che dovranno attendere l’espulsione per via giudiziaria.
I membri della Flotilla erano stati arrestati il 1° ottobre durante l’operazione di abbordaggio delle forze israeliane in acque internazionali, mentre tentavano di raggiungere Gaza con aiuti umanitari. La Farnesina ha seguito costantemente la vicenda, garantendo assistenza consolare e coordinandosi con le autorità israeliane per il rilascio dei connazionali.
Il 4 ottobre 2025, la portavoce del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, ha annunciato in conferenza stampa a Roma che il team legale del movimento ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. L’esposto riguarda il sequestro degli attivisti della Global Sumud Flotilla e l’attacco subito in acque internazionali da parte della Marina militare israeliana.
Delia ha sottolineato che gli attivisti sono stati detenuti illegalmente senza alcuna base giuridica, prelevati dalla Marina israeliana senza che avessero commesso alcun reato. Ha precisato che non si è trattato di un arresto, poiché l’arresto presuppone un’ipotesi di reato, ma di un vero e proprio sequestro. Inoltre, ha denunciato che durante la detenzione sono stati negati i diritti basilari di difesa e la fornitura di beni e servizi fondamentali come acqua, cibo e accesso ai servizi igienici.
L’esposto presentato alla Procura di Roma mira a far luce su queste violazioni e a perseguire le responsabilità legali per il trattamento subito dagli attivisti. Il movimento chiede che venga riconosciuto il diritto internazionale e che vengano adottate misure per garantire la protezione dei diritti umani in situazioni simili.
La vicenda ha suscitato un ampio dibattito politico e istituzionale, con richieste di chiarimenti e azioni concrete da parte delle autorità italiane e internazionali. Il caso degli attivisti della Global Sumud Flotilla continua a essere al centro dell’attenzione, con la speranza che le indagini portino a una giustizia equa e trasparente.











