Negli ultimi anni in molte città italiane si è diffusa una tecnica semplice ma efficace che i malintenzionati usano per capire se un’abitazione è vuota prima di entrare. È la cosiddetta tecnica del citofono: basata sul fare “campanellate” o suonare il citofono, e osservare la reazione – o la mancanza di reazione – per valutare se colpire.
Come funziona nel concreto
Ecco i passaggi tipici che emergono dalle cronache:
- Sopralluogo e osservazione
I ladri monitorano le abitudini degli abitanti: a che orari entrano/escono, se qualcuno risponde al campanello, o se gli ambienti sembrano abitati. Possono anche lasciare segni vicino al citofono o sul portone (numeri, lettere, puntini) per indicare ad altri complici gli orari più “sicuri”. - Citofonate ripetute / “campanello suonato”
Si suona insistentemente al citofono di più appartamenti in alcune ore del giorno. Se nessuno risponde, questo viene interpretato come segno che la casa è vuota o che non c’è riscontro immediato. - Tecnica dello stuzzicadenti nel citofono
Un trucco segnalato più volte: inserire pezzi di stuzzicadenti nei pulsanti o tra le parti del citofono per provocare un suono continuo o fastidioso. Se tale disturbo non viene interrotto da qualcuno che risponda, i ladri deducono che nessuno è in casa. - Furti-lampo dopo le verifiche
Appurata l’assenza di reazioni (silenzio al citofono, niente risposte), i ladri entrano in azione: forzano ingressi o balconi, approfittano di porte lasciate aperte, oppure salgono in appartamenti se possibile. Il tutto spesso in tempi brevissimi.
Esempi recenti
- A Roma, quartieri come Monte Mario e Balduina hanno riportato casi in cui persone hanno trovato stuzzicadenti inseriti nei citofoni: non un vandalismo causale, ma un metodo per capire se la casa fosse sorvegliata o presidiata.
- A Foligno (Umbria), è stata sgominata una banda che usava il metodo delle citofonate per fare furti lampo in diversi comuni come Trevi, Todi, Bevagna. In alcuni casi, il bottino ha superato i 30.000 euro.
- In città come Modena, Torino e altre località, ci sono anche segnalazioni di furti di citofoni (o delle pulsantiere) per il metallo che contengono, come ottone. Ma questo è un fenomeno distinto, anche se connesso con il problema della sicurezza nei portoni comuni.
Quali rischi comporta
- Violazione della privacy e del domicilio: la tecnica interferisce con il diritto di abitare in sicurezza.
- Danni materiali: se il ladro forza la porta, rompe serrature, infissi; se ruba la pulsantiera, il citofono risulta inutilizzabile.
- Perdita di beni: una volta accertata l’assenza di sorveglianza, i malviventi entrano e rubano, spesso oggetti facili da portare via.
- Angoscia, senso di insicurezza: abitanti che temono per la loro sicurezza personale e patrimoniale.
Come difendersi: misure pratiche
Ecco una serie di precauzioni che possono ridurre il rischio:
| Strategia | Cosa fare concretamente |
|---|---|
| Installare videocitofoni / sistemi digitali | Permettono di vedere chi suona, anche da remoto tramite app. Questo scoraggia eventuali malintenzionati. |
| Controllare i citofoni regolarmente | Se trovi stuzzicadenti, oggetti incastrati o pulsanti bloccati, rimuovili subito. Assicurati che il citofono funzioni sempre. |
| Comportamento prudente | Rispondi al citofono se possibile. L’assenza costante di risposta può segnalare una casa vuota ai malintenzionati. |
| Segnalare segni sospetti | Simboli o segni strani vicino a portoni o citofoni vanno fotografati e segnalati alle autorità o all’amministratore. |
| Videocamere e illuminazione | Installa una buona illuminazione e videocamere visibili per scoraggiare i ladri e monitorare l’area d’ingresso. |
| Partecipazione del vicinato | Coltivare rapporti con i vicini e condividere segnalazioni sospette può aiutare a prevenire intrusioni. |
Conclusione
La tecnica del citofono dimostra come i ladri, anche senza attrezzature sofisticate, possano mettere a punto strategie insidiose basate sull’osservazione e sul silenzio. Ignorare un citofono non è sempre soltanto un gesto mite: in certi casi può essere il segnale che i malintenzionati cercano per capire se entrare.
Essere informati è già metà della difesa. Controlli semplici, comportamenti attenti e qualche investimento in sicurezza possono fare la differenza nel proteggersi da furti che altrimenti accadono “in un lampo”.










