È iniziata questa mattina, alle 10.43, davanti al giudice per l’udienza preliminare Giovanni Rossi, l’attesa udienza sull’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, avvenuto la sera del 5 settembre 2010. Dopo anni di indagini, silenzi, depistaggi e battaglie civili, si apre così un nuovo e importante capitolo giudiziario su uno dei casi più dolorosi e controversi della cronaca italiana recente.
Gli imputati: cinque indagati, quattro per omicidio con metodo mafioso
Al centro dell’udienza ci sono cinque indagati:
- Fabio Cagnazzo, ufficiale dei Carabinieri
- Lazzaro Cioffi, ex brigadiere
- Giuseppe Cipriano, imprenditore di Scafati
- Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia
- Giovanni Cafiero, imputato separatamente per traffico di droga
I primi quattro devono rispondere di concorso in omicidio con metodo mafioso, in relazione all’agguato in cui fu ucciso Vassallo, colpito da nove colpi di pistola mentre rincasava nella sua abitazione.
L’accusa: omicidio per fermare una denuncia
Secondo l’impianto accusatorio della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, il sindaco pescatore aveva scoperto un traffico di droga di vaste proporzioni sul territorio e sarebbe stato ucciso per impedirgli di denunciarlo.
Due restano tuttora i filoni investigativi aperti: quello per individuare l’autore materiale del delitto e quello relativo al traffico di droga che avrebbe fatto da movente
Parte civile: oltre 30 richieste, anche dal Governo
L’udienza camerale si è aperta anche con numerose richieste di costituzione di parte civile. Oltre ai familiari del sindaco, si sono costituiti:
- Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore
- ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani)
- Regione Campania
- Provincia di Salerno
- Comune di Pollica
- Oltre 20 associazioni e realtà civiche
Presenti anche le richieste della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Interno, tramite l’Avvocatura dello Stato.
Assente, invece, al momento, la costituzione del Ministero della Difesa, e quindi dell’Arma dei Carabinieri, direttamente coinvolta attraverso l’indagine a carico del colonnello Cagnazzo.
La posizione di Bruno Humberto Damiani
Tra le richieste di costituzione più significative, quella di Bruno Humberto Damiani, il cosiddetto “Brasiliano”, difeso dall’avvocato Michele Sarno. Damiani fu ingiustamente accusato per l’omicidio di Vassallo e indagato due volte, prima di essere completamente scagionato.
Oggi chiede di essere ammesso come parte civile nel procedimento per il presunto depistaggio che avrebbe deviato le indagini proprio su di lui. Una richiesta simbolicamente e giuridicamente importante, che punta a ottenere riconoscimento e giustizia per un danno ingiusto subito.
La morte di Angelo Vassallo ha lasciato una ferita aperta nella coscienza collettiva. Sindaco amato e rispettato, impegnato nella tutela dell’ambiente e della legalità, è diventato nel tempo un simbolo di coraggio civile.
L’assenza di verità e giustizia per oltre un decennio ha generato frustrazione, sospetti e una crescente domanda di chiarezza, alimentata anche da sospette omissioni, piste deviate e rallentamenti nelle indagini.
La prossima udienza è stata fissata per il 17 ottobre 2025, alle ore 10.30. In quell’occasione si discuteranno le eventuali ammissioni delle parti civili, la posizione degli indagati e l’eventuale rinvio a giudizio.









