Il cantante neomelodico Anthony Ilardo, all’anagrafe Antonio Ilardo, originario di San Sebastiano al Vesuvio, ha celebrato il suo matrimonio civile a bordo di una lussuosa imbarcazione, partita da Pozzuoli e giunta in costiera amalfitana. I colori scelti – bianco e verde tiffany – hanno dominato l’allestimento, tra fiumi di champagne Moët & Chandon, dress code total white, atmosfere lussuose e performance di musica neomelodica, con pochi invitati, tra i quali diversi nomi del panorama neomelodico.

Anthony ha scelto come testimoni Aldo Sartori e sua moglie, figlia del boss Salvatore “‘o Pirata” D’Amico, figura di rilievo del clan D’Amico-Mazzarella. Una scelta che ha conferito al matrimonio una dimensione simbolica più che romantica. Complice un vincolo di parentela tra la neo-moglie del cantante e la famiglia D’Amico, i coniugi Sartori hanno ricoperto un ruolo di primo ordine nell’ambito dei festeggiamenti.

Aldo Sartori, noto anche come “Gesualdo” o “Aldo”, è una figura di spicco del clan Mazzarella, ritenuto dagli inquirenti uno dei nuovi ras emergenti dell’ala orientale di Napoli. Le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia più recenti contribuiscono a far luce sul suo ruolo: Sartori viene descritto come una figura influente ed apicale, sarebbe proprio lui la cerniera di congiunzione tra i Mazzarella e i De Micco di Ponticelli, un’alleanza favorita anche da un vincolo di parentela. Sartori è il cugino di Antonio Nocerino detto “brodino”, figura di spicco dei cosiddetti “bodo”. Nel giugno 2024, Sartori è stato scagionato e assolto con formula piena dall’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un ristoratore di Volla che poi si vide costretto a chiudere l’attività. Il tribunale ha accolto le difese, evidenziando l’assenza di prove certe e riscontri insufficienti da parte della pubblica accusa.
La scarcerazione fu salutata sui social dall’entourage D’Amico–Mazzarella con tributi pubblici, fotografie di festeggiamento, fuochi d’artificio e banchetti con champagne, sottolineando come Sartori sia diventato un simbolo del potere criminale del clan.
Il matrimonio di Aldo Sartori con la figlia di D’Amico fu celebrato circa un anno fa in modalità altrettanto spettacolare, con una cerimonia che diventò virale sui social. Una location suggestiva sulla spiaggia di Bacoli, addobbata con classe ed eleganza, ha accolto gli sposi e 400 invitati. Su un palco di 20 metri si sono alternati performer, trapezziste, un intero corpo di ballo che ha inscenato diverse esibizioni, anche accompagnando cantanti dalla voce incantevole, lo spettacolo di burlesque, la violinista, il mini-concerto di Franco Ricciardi, l’esibizione al piano di Fabio Villani e la performance di Francesco Cicchella. Un vero e proprio live-show che ha intrattenuto gli invitati per diverse ore dal pomeriggio a notte fonda, fino al momento topico: il taglio della torta a cinque piani, preceduto dal cambio d’abito degli sposi, acclamati come delle star. E infine, uno spettacolo pirotecnico lungo e fragoroso sul quale sono calati i titoli di coda del primo giorno della nuova era in casa D’Amico. Le bomboniere Dior, il pranzo da 300 euro a persona, le iniziali degli sposi stilizzate, riproposte sul grande palco e sui tovaglioli a corredo dell’elegante mise en place in oro, la cura dei dettagli e gli addobbi floreali che insieme alle luci hanno concorso a creare un’atmosfera da sogno.
Un evento sbalorditivo che ha decretato una serie di passaggi del testimone, mostrando anche il vistoso passo in avanti del clan in termini di emancipazione culturale, proponendo una cerimonia lussuosa ed elegante, lontano dallo sfarzo pomposo e volgare che in passato ha più volte preso il sopravvento facendo trascendere le feste dei boss nel trash. Le carrellate di cantanti neomelodici che aizzano gli invitati a fare baldoria restano relegati nel format da “Castello delle cerimonie”, mentre i coniugi D’Amico-Sartori hanno proposto un concept strabiliante, un matrimonio da sogno in chiave reale. Uno switch che sancisce una elevazione significativa, discostandosi in maniera netta dai cliché che da decenni accompagnano le cerimonie dei boss. Il clan D’Amico si è scrollato di dosso il goffo abito damascato da “principe del rione”, schernito e guardato con disprezzo dagli elitari, per indossare l’elegante “colletto bianco” destinato a traghettare il clan verso scenari capaci di far gola anche agli insospettabili.
Un matrimonio che non solo sancì l’ingresso ufficiale di Sartori nella famiglia D’Amico, ma che soprattutto segnò una nuova fase della leadership criminale del clan nel panorama camorristico napoletano.
In quell’occasione, Ilardo partecipò come invitato, limitandosi ad intonare un brano su invito di Franco Ricciardi.
Antonio Ilardo, in arte Anthony, figura nel panorama neomelodico dal 2003.
Ha partecipato a programmi televisivi nazionali come Ciao Darwin, Le invasioni barbariche e E la chiamano estate (Rai 1), spesso esibendosi con brani celebri come. Inoltre, alcune sue tracce sono state scelte come colonne sonore delle serie e del film Gomorra. Ha pubblicato diversi album e molto suoi brani sono diventati delle hit virali sui social, ma anche nei contesti criminali. Le sue canzoni non parlano solo d’amore, ma anche di malavita e per questo sono finite spesso nell’occhio del ciclone. Al pari dei duetti, celeberrimo quello con il neomelodico siciliano Nico Pandetta in cui intonano un brano contro i collaboratori di giustizia. Proprio questi ultimi e il neomelodico Gaetano Carluccio in arte Alessio, sono stati tirati in ballo due anni fa, nell’ambito di un’operazione che ha fatto scattare le manette per 24 persone, ritenute contigue al cartello mafioso catanese dei cosiddetti cursoti milanesi. Secondo quanto emerso dalle indagini, per approvvigionarsi di cocaina, il cartello si rivolgeva a fornitori napoletani, utilizzando i contatti che intrattenevano con i tre neomelodici.
Nel 2019 Ilardo suscitò polemiche con dichiarazioni in tv quali: «La camorra è una scelta di vita che va rispettata», considerate da molti come apologia del sistema criminale napoletano.

Il matrimonio di Anthony Ilardo continua il trend di cerimonie ad alto contenuto simbolico e visivo che collegano mondo neomelodico e clan camorristici. La presenza in veste di testimone di un soggetto con background criminale autorevole, conferisce all’evento una valenza che va oltre la festività: è un segnale di status e di continuità di potere, in ambienti controllati da clan con radici radicate a Napoli Est.











