L’estate, spesso associata a relax e vacanze, per i senza fissa dimora diventa una stagione di disagio acuto, aggravata da caldo, emergenze climatiche e la riduzione delle risposte istituzionali.
Con temperature oltre i 35°C e, in alcune aree, anche i 40°, i clochard sono esposti a rischi gravi: colpi di calore, insolazioni, e disidratazione. In città come Milano, Progetto Arca stima di aver distribuito fino a 3.000 bottigliette d’acqua solo nei mesi estivi, raddoppiando l’impegno rispetto agli anni precedenti.
Durante l’estate molti centri di accoglienza limitano gli orari o chiudono completamente. Anche i volontari si riducono, spesso per ferie. Questo lascia chi vive per strada senza accessi regolari a pasti, acqua, docce o assistenza sanitaria.
Progetto Arca e Caritas segnalano che molte città si svuotano d’estate, amplificando lo stato di isolamento: gli “invisibili diventano ancora più soli”. Anche chi sopravvive vicino agli altri soffre di un isolamento profondo, spesso ignorato da chi resta in casa.
Alluvioni, nubifragi e temporali estivi danneggiano le poche condizioni precarie in cui vivono i senza dimora. Con il caldo e l’umidità, le infezioni cutanee aumentano e l’accesso all’igiene personale diventa cruciale. L’assenza di servizi sanitari regolari, specie per i più fragili, peggiora le condizioni generali di salute .
Molti senza dimora non riescono ad accedere a misure di inclusione: senza residenza, non possono ottenere medico di base, documenti o sostegno sociale. Le barriere burocratiche aumentano il rischio di esclusione permanente.
Il caldo non riduce il rischio di aggressioni: nel 2024, uno ogni giorni nei report, e circa 49 vittime di violenza nel complesso. Le aggressioni avvengono sia in estate che in inverno, e spesso da parte di sconosciuti o altri marginalizzati.
Mentre l’emergenza freddo è regolata con piani strutturati invernali, non esiste un equivalente per l’estate, nonostante i danni documentati . Le associazioni puntano sulla necessità di programmi annuali e risposte continuative, non solo stagionali.
L’estate intensifica le diseguaglianze: è una stagione in cui chi vive in strada muore di caldo, non solo d’inverno di freddo. Senza una casa, ogni stagione può essere una minaccia.











